Stop and Go L’arte delle Gif Animate

INVITO_ELETTRONICO_ITA_300pxSTOP AND GO – L’arte delle gif animate
05 aprile – 22 luglio 2016
Roma, smART – polo per l’arte
a cura di Valentina Tanni e Saverio Verini
http://stop-and-go.tumblr.com
Leggere, affascinanti e ipnotiche, le gif animate sono un vero e proprio ‎fenomeno della nostra epoca. L’acronimo che le definisce sta per Graphic Interchange Format, un formato di file in grado di gestire immagini in movimento ‎all’interno delle pagine web creato nel 1987 dalla Compuserve.

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Mio padre in una scatola da scarpe di Giulio Cavalli

La scatola di scarpe in cui ci fa entrare la scrittura sicura e delicata di Giulio Cavalli non è soltanto metaforica ma anche reale. Questo romanzo racconta una storia vera, racconta una vita spezzata e come sempre dimenticata se non da chi quella vita se l’è vista portare via. Una scatola di scarpe può essere soffocante, può essere aperta e chiusa, lasciata in disparte oppure continuamente rigirata tra le mani. Come i ricordi, come il dolore, come l’ingiustizia, come l’impossibilità di fare se non attraverso le proprie forze, che troppe volte vacillano e hanno bisogno di un sostegno. Qui arriva il romanzo, qui arriva la narrazione, a porgere un braccio, a rassicurare sul fatto che non tutto è perduto, non tutto è dimenticato e che gli animi si possono riaccendere, le menti aprire di nuovo, gli occhi far brillare ancora.
La scatola di scarpe allora lascia ogni tipo di immaginazione letteraria e mistificatrice dei propri sentimenti,  per entrare nella crudeltà della pagina chiusa, in quella distonia chiamata realtà, chiamata storia. E non raccoglie oggetti dei desideri, memorie infantili da voler rivedere ma le ossa carbonizzate di un padre, il cui unico dramma è stato quello di vivere nel posto sbagliato (che poi sbagliato perché?) e avere lo sguardo sempre alto, la testa mai china, nonostante ogni giorno che passi diventi più invisibile. Quel padre che si chiamava Michele Landa. Se ne stava a Mondragone a pensare alla sua dignità di uomo libero e a quella della famiglia, per poi ritrovarsi a scontrarsi con il silenzio nella propria terra, con i Torre a minacciare, intimidire… ferire a morte. Solo tra i concittadini eppure in mezzo a loro, solo su quella terra che lo disconosce che volge lo sguardo altrove. Che lo dimentica.
Cavalli però non ha una memoria a breve termine, non ha memoria collettiva, ha memoria civile e scrive, li trova i familiari, ci parla, non racconta solamente, entra a farne parte e queste pagine intrise di una forza indomita colmano ogni lacuna, ogni dimenticanza piccolo borghese che troppe volte ci attanaglia, ci piega e plagia, rendendoci distanti anche da i nostri simili.
Una forza che conosciamo bene quella cui attinge questa scrittura, ma che utilizziamo in un senso solo… la forza dell’amore, per la propria vita e per chi si incrocia con essa; per il proprio riflesso in uno specchio e negli occhi di chi ci ama. Nonostante le lacrime dei propri diritti piegati sgorghino in silenzio.
Per essere uomini si devono conoscere uomini, di quelli che ne rappresentano la schiera più nobile e qui dentro, dentro questa scatola ce n’è lo spirito.

ALex
L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it

Immanuel Casto al M.E.I. il 4 Ottobre.

M.E.I.

“Libri incontro”

4 OTTOBRE ALLE 16.15

-Piazza Nenni, Faenza-

Presentazione in anteprima di

TUTTI SU DI ME

LA BIOGRAFIA UFFICIALE

Immanuel Casto raccontato da Max Ribaric

Fuori Collana- pp.gg. 200 circa – 18,00 €- Uscita 22 Ottobre

Sarà presente l’autore

C’è chi lo esalta, in modo scomposto e fanatico, fino a sfiorare l’idolatria e c’è chi, invece, lo vorrebbe vedere mentre brucia all’inferno. Quelli che, anni addietro, si erano augurati di vederlo sparire tra le innumerevoli “meteore da palcoscenico” hanno dovuto (amaramente) ricredersi. Immanuel Casto è ancora qui, più forte e più presente che mai, mentre i suoi brani sono entrati di diritto nell’immaginario di decine di migliaia di ascoltatori.

Tra le pagine di Tutti Su Di Me, Immanuel ci conduce con fare sicuro nel buco nero di un universo sottotraccia dove parole come fist fucking, bukkake, bondage, pissing, rimming, gerbilling o cock slash, irrompono nel salotto buono del nostro quotidiano con una sfacciataggine e una disinvoltura totalmente inedite. Un’azione disarmante in piena regola. Accanto ai giochi di bocca e di (m)ano, piogge di falli e amori mercenari,si procede a fari spenti e a rotta di collo lungo un tragitto irto di sorprese. Non sempre piacevoli, ma prepotentemente reali.

«A volte, quando mi esibisco imperlato di sudore e glitter, cantando di violenza, sesso e droghe, mi chiedo se in qualche momento della mia vita, qualcosa è andato storto».
Ed eccoci quindi testimoni di vite degradate, affreschi contemporanei che giganteggiano tra eccessi di lusso e fame di denaro, escort professioniste e procaci badanti, oppressione cattolica ed ipocrisia borghese, cocktail annacquati e traffici di organi, ketamina e disturbi alimentari, supplizi clandestini e avventure da marciapiede, violente evirazioni e spiagge immacolate, culto del corpo e abuso del popper, vernissage assortiti e cronaca nera. In tutto ciò Immanuel Casto assurge alla carica di un novello Virgilio mentre questa bolgia da girone dantesco altro non è se non il duro riflesso delle nostre stesse miserie umane, polvere sotto il tappeto inclusa.

«Il sangue e il sesso sono i pilastri dove si fonda la storia dell’umanità e nonostante questo è difficile trovare qualcuno che affronti certi argomenti in modo così diretto in musica».
Tutti Su Di Me
ci rende testimoni di un’idea partita da lontano, il pellegrinaggio sonoro di un giovane ragazzo lombardo che nel giro di un decennio ha creato dal nulla un vero e proprio personaggio di culto, destinato a perdurare nel tempo e a lasciare un segno indelebile nel mondo della musica adulta contemporanea. Un progetto artistico e di comunicazione senza precedenti che ha saputo fare di necessità virtù, scavalcando ogni ostacolo con metodo estroso e stile brillante a dir poco. Questa è la sua storia. La storia di Immanuel Casto.

Immanuel Casto: all’anagrafe Manuel Cuni (Alzano Lombardo, 16 settembre 1983) è attualmente il maggior esponente italiano della corrente musicale chiamata Porn Groove. Dopo alcuni anni passati a dilettarsi nel produrre brani “casalinghi”, nel 2005 inizia la sua carriera di cantante e musicista a tutti gli effetti. Partendo dalla sua prima smash hit (l’indimenticabile Io la do) e attraverso una serie di dischi presto divenuti oggetto di culto, anche grazie ai notevolissimi video che li accompagnano, festeggia ora i suoi dieci anni di carriera con un nuovo album di inediti dal titolo più che emblematico: Dildo Disco (2015). È inoltre l’autore di Squillo, uno dei gio- chi di carte più venduti e osannati (e politicamente scorretti) degli ultimi anni, che gli è valso persino un’interrogazione parlamentare da parte del Senato della Repubblica.

Max Ribaric: libero professionista (Trieste, 1977), già collaboratore di diverse testate musicali nonché autore di biografie e saggi incentrati sugli scenari underground più disparati, ha scelto di scrivere questo libro poiché «nessun altro si era mai azzardato prima…».

Davanti all’obbiettivo: PAOLA TOR

Da qualche tempo abbiamo ripreso in mano il mondo delle fotomodelle, prima cercando delle madrine per il nostro programma e palinsesto radio, ora invece puntando ad uno spazio fisso per fotografi e fotomodelle.

Perché un palinsesto radiofonico ha bisogno di parlarne? Perché pagine ricche di rock, metal, musica etc devono mostrare la fotografia? Perché per molti ancora deve essere sdoganata come forma d’arte; perché il bello in tutte le sue sfaccettature va incitato e sostenuto; perché abbiamo sempre fatto scouting e ci siamo sempre interessati di altri linguaggi ad altre “tribù”. Quindi se non vi sta bene, come dice Pino Scotto “Fottetevi tutti!”.

Oggi abbiamo PAOLA TOR, giovanissima fotomodella che abbiamo notato grazie agli scatti di quel geniaccio matto di Francesco Accardo (che firma tutto il servizio fotografico che vedrete). Un bel mix di provenienze (tra cui la nostra) dentro una ragazza di 24 anni che sa mettere in riga chiunque, sempre in modalità “carina e coccolosa”.

Qui l’intervista, venite a scoprire un altro volto, un’altra vita e un altro sogno. In fondo se stiamo ancora qui insieme… ci sarà un perché…

ALex

Back In Black
info:backib@libero.it

.Come ti sei avvicinata al mondo delle fotomodelle e perché?

Fare la fotomodella è un po’ uno dei sogni che accomuna tutte le ragazze … io sono sempre stata un po’ maschiaccio, quindi non pensavo molto al mio corpo e al sentirmi bella e ho sviluppato questo interesse un po’ tardino. Poi all’ennesimo complimento ho deciso che era giunta l’ora di mettermi in gioco e capire se quei complimenti erano validi…e ahimè sono rimasta sorpresa … ero convinta che si sbagliassero tutti!!!

.Cosa ti aspettavi e cosa hai trovato?

Dal primo shooting che ho fatto mi aspettavo la conferma di non essere adatta per questo genere di cose e come nella maggior parte dei casi della vita si è dimostrato l’esatto contrario; in primis mi sono divertita veramente un casino e da subito ho avuto voglia di rifarlo. e poi ho scoperto che una foto può comunicare veramente tantissimo. Alcune potresti rimanere a fissarle per ore e tirarci fuori di tutto ed è una cosa secondo me incredibile.

.Essere una fotomodella significa vivere di pregiudizi da parte del sesso opposto? E cosa comporta nelle relazioni familiari?

Fare la fotomodella ha i suoi pro e i suoi contro. Ti fa sentire bene con te stessa, ti insegna a conoscere davvero il tuo corpo in tutte le sue forme e ti fa gioire del risultato che insieme al fotografo raggiungi… però purtroppo comporta anche dover dare spiegazioni a persone che ti circondano e che non hanno la tua stessa idea e vedono il mondo della fotografia come una cosa troppo estrema da fare e per niente adatto ad una ragazza di paese. Ti svelo un segreto: “Mai giustificata di quello che faccio con nessuno…mi critichi? O sei invidioso o sei troppo ottuso per conversare con me” una frase troppo drastica dici?? Prendere o lasciare (ride ndr)

Ti svelo un altro segreto ” i miei non lo sanno…ma lo sapranno molto presto e saprò dirti se cambia qualcosa a livello familiare… spero di avere ancora un padre (ride ancora ndr).

.Cosa hai provato la prima volta che hai posato davanti a un fotografo? E cosa provi ogni volta che lo fai?

La prima volta che mi sono trovata davanti ad un obbiettivo professionale tutto per me ero nel panico… i primi istanti ho pensato che lo shooting sarebbe iniziato con un ritratto della Tor in modalità “bella addormentata nel bosco”, invece è stata la botta di adrenalina giusta per fare grandi cose da subito e come sempre infatti ” la prima volta non si scorda mai”!

Ora non entro più nel panico ma l’energia che ci metto è sempre maggiore per trasmettere sempre qualcosa di più, altrimenti diventerebbe una cosa monotona no?! Ogni volta invece devi dare spazio alla fantasia e scatenarti al massimo, sempre in modo diverso e scoprire lati differenti da poter far conoscere al mondo che ti guarda!!!

.Sicuramente c’è una componente di esibizionismo nella tua professione, come ti rapporti ad esso?

Sinceramente non mi sento un’esibizionista anche se certo,  ovviamente una volta che sei consapevole di non essere da buttare ti apprezzi e quindi un pizzichino magari lo diventi per forza… però ogni volta che scatto lo faccio con la voglia di appagare l’occhio di mi guarda e tirar fuori un “wooooow” e non per ricevere per forza apprezzamenti o sentirmi la più fica del mondo… faccio proprio fatica a sentirmi chissà chi!

.Pregi e difetti ne abbiamo tutti, i tuoi?

Domandoneeeee… ovviamente difetti zero… pregi tutti!!! Ahahahah …no dai non so rispondere… secondo me sono una comune mortale con tutti i difetti di questo mondo e tutti i pregi di questo mondo…dipende dalle situazioni cerco sempre di essere “ADORABILE” ahahahah, comunque se vuoi per i pregi puoi chiedere a mio padre che mi adora e per i difetti al mio gatto.

.Hai fatto diversi scatti di nudo artistico, quali sono stati i tuoi pensieri?

Si ho fatto scatti di nudo molto divergenti: ci sono degli scatti dove sono riuscita, nonostante le trasparenze, a trasmettere tanta dolcezza e sensualità… in altri invece, nonostante non si veda granché delle parti “succose” ho trasmesso trasgressione!!!

.Cosa non faresti mai davanti a un obbiettivo e cosa faresti anche ora?

Vediamo… davanti ad un obbiettivo non farei mai…non farei mai…non mangerei mai, perché vedresti il peggio di me Ahahahha… la cosa che farei in continuazione mandare mille baciiii!!! Scherzi a parte, non mi piace fare scatti di nudo troppo esplicite… qualche centimetro di pelle lo vorrei tenere per me o per chi dico io.

.Fotografi: gente strana o persone con cui creare forti legami?

Partiamo dal presupposto che i fotografi sono tutti matti, ma ho capito che più matta sono io che sto davanti all’obbiettivo quindi, li ho rivalutati ahahahah… scusami ma mi va sempre di scherzare… seriamente …ho conosciuto fotografi che sono rimasti fotografi e ho conosciuto fotografi che sono diventati amici con cui condividere altro, perché sono persone meravigliose senza l’obiettivo in mano… con quello in mano a volte sono insopportabili sai ahahahah!!!

.Fotomodelle: è vero che c’è una guerra continua tra le appartenenti alla categoria, fatta di segnalazioni di foto sui social, arraffamento di contatti etc? Che ne pensi?

Purtroppo mio caro Alex è proprio così, io sono una persona così pacifica che le ammazzerei tutte quelle che ti fanno sfregi per avere spazio!!! Ma io ho un’ arma segreta vuoi che te la dica? Vabbè solo perché sei tu: indifferenza e vendetta fatta come si deve servita lenta e con tanta classe da non farti pensare che sia vendetta.

.Hai deciso che questa sarà la tua professione definitiva? oppure è transitoria?

Per il momento mi sto aprendo una bella strada come fotomodella, però vediamo cosa mi riserva la vita…

.Come vive una fotomodella? Qual è una tua giornata?

Beh una fotomodella si sveglia al mattino, si fa un selfie e lo pubblica; fa colazione con fette biscottate integrali con il miele, si fa un selfie e lo pubblica; va a fare shopping, si fa un selfie e lo pubblica…vado avanti?! Troppo lunga per una vita da sogno così… purtroppo io prima di essere una fotomodella sono una ragazza di 24 anni che vive da sola e quindi la mattina: sveglia presto, a lavoro, il pomeriggio in palestra – sennò chi mi fotografa più-  torno a casa, mi dedico alle miei bestiali fiere (che più di loro nessuno al mondo può farti staccare la spina e sentirti bene) poi cena e fuori con gli amici a far rumore in questo mondo zitto!!!

.Chi vorresti ringraziare?

Voglio ringraziare in primis il mio meraviglioso Fotografo che mi ha fatto crescere tanto con i suoi insegnamenti e che ogni volta che ho uno shooting con lui mi fa divertire troppo con il suo stile  “mattooooo” … io lo inventerei uno come Accardo se non esistesse!!! E ovviamente un mega grazie anche a te Alex, aspetto con troppa curiosità di conoscerti… kiss a tutti quelli che mi appoggiano in quello che faccio e un mega kiss a tutti quelli che leggeranno!!!

OH MY GOD THAT’S THE FUNKY SHIT!

Stiamo tornando! E come lo faremo? Semplice con la profusione inutile di musica durante i nostri appuntamenti  in radio… attraverso il ritrovato blog su GQ.com (che omaggiamo! Dicono l’abbia comprato Mephisto) e con metal, rock, jazz, blues, hip hop, libri, fumetti e altre diavolerie e diavolesse…
Siete pronti? Noi no… ma ci stiamo attrezzando!
E stiamo cercando collaboratori cazzuti e cazzute!


Volete scriverci? backib@libero.it

G.P. & Alex

Inside- Beneath the Circus

La pisssed off deathcore band INSIDE, norvegesi puri, siglano l’accordo con la label Wormholedeath/Aural Music per l’uscita del loro debut "Beneath The Circus".
L’album include 10 songs di puro assalto sonico registrate e prodotte da Espen Hogmo e masterizzate da Christian Donaldson (The Agonist, Cryptopsy). 
L’ artwork dell’album è firmato da
Colin Marks @ RainSong Design.
Prossimamente in tutte le vostre teste.

Back In Blackbackib@libero.itwww.radiocentrofiuggi.it

 

 

 

 

 

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