Intervista a Laura Santucci

PAOLO DEL FRATE
Foto di Paolo del Frate

Laura Santucci è una fotomodella che restituisce ad ogni scatto una grazia innaturale, una sorta di ponte con una dimensione e un tempo che non ci appartengono più.
Scoprendola si capisce che questa sua presenza eterea arriva da una sua precisa intenzione dell’esistenza, da un percorso intimo e pacato che rende tutto ancora più affascinante.

 

E ora, vi presento Laura…

ALex Pietrogiacomi
L’Alchimista

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Face to Face con Keen

 

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Foto di Veronica Lombéz

Tra gli incontri interessanti del 2015 non posso non inserire Stefano “Keen” Maggiore. Produttore, musicista, mente eclettica e divertita, che con i suoi lavori mi ha fatto entrare in una specie di ossessione per due album di cui ho parlato su queste pagine, di cui ascolto e riascolto arrangiamenti, suoni, trovate, stupendomi ogni volta.
Detto questo, mi sembrava giusto farvi conoscere più da vicino questo artista che vedete on stage e backstage con Immanuel Casto e Romina Falconi.

Buona lettura.
ALex
Back in Black

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Intervista a Paolo Sessa (Malatja)


12788531_10204296308966697_2136492456_oIl prof di italiano ha una «Malatja»: la sua banda suona il rock
. Così il Corriere del Mezzogiorno intitolava uno dei suoi articoli della sezione Cultura nel lontano 2009.
Il professore di italiano è Paolo Sessa e la sua band (chitarra, basso e batteria) sono i Malatja, una consolidata realtà rock/punk nata, ormai più di qualche anno fa, in una popolosa cittadina dell’entroterra salernitano: Angri.

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Metal Italia: intervista a Luca Pessina

Metalitalia-logoQualche tempo fa ho cominciato un piccolo viaggio nel mondo dei siti dedicati al metal e affini. Questo perché a Back in Black non ci siamo mai posti limiti o divisioni, semmai abbiamo sempre cercato di fare compagine e più siamo, più ci interfacciamo e meglio è.
Oggi ho il grande piacere di offrirvi un’intervista a Luca Pessina, caporedattore per Metalitalia.com.
Un viaggio nella storia del portale, tra musica,chiacchiere e amarcord…

ALex
Back in Black

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Romina Falconi: il graffio sull’anima.

certisognisifannoattraversounfilododioIncontrare Romina Falconi non è semplice. Non lo è affatto. Il perché di questa difficoltà è proprio in lei, in quegli occhi che ti scrutano sfuggendo, piuttosto che nelle sue mani che tendono ad abbracciarsi per ricoprirla o a venire verso te che le stai difronte, ritraendosi subito, in un gioco di fughe e avvicinamenti quasi estenuante per l’energia che scaturisce da lei durante la conversazione.

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Intervista a ATF Sinner degli HATE

Da poco sul mercato con il nuovissimo “Crusade: Zero” gli Hate sono uno dei gruppi Death Metal più importanti della scena.

Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con il frontman ATF Sinner.

David Palombi
Back in Black

Info:backib@libero.it

Parliamo di ” Crusade : Zero “. È uno dei dischi degli Hate più aggressivi di sempre. Avete messo un sacco di odio in quella versione.

Oh sì, probabilmente lo abbiamo fatto. Il nostro scopo era quello di aprire un nuovo capitolo nella nostra biografia e lasciare tutte le cose cattive dietro di noi: Mi riferisco alla scomparsa del nostro bassista Mortifer nel mese di aprile 2013 e tutte le conseguenze che seguirono la tragedia.

Abbiamo raccolto le emozioni per creare canzoni profonde e autentiche, in qualche modo sulla base della nostra esperienza e prospettiva. Credo che siamo riusciti a farlo, e posso dire che sono molto soddisfatto di questo LP.

È il secondo LP con Napalm Records . Avete un buon supporto dall’etichetta ?

Lavorare con Napalm va bene perché l’etichetta sostiene il nostro lavoro con tutte le sue energie. Penso che capiscano bene le nostre esigenze, quindi è sicuramente una buona collaborazione finora .

Con la loro collaborazione abbiamo realizzato  un video ufficiale per la canzone “Valley of Darkness ” che abbiamo pubblicato recentemente. Si tratta di un quadro atmosferico contenente immagini di varie icone religiose che sono per lo più senza occhi, folli o che bruciano. La canzone è una sorta di Requiem per la nostra civiltà, con un coro che grida ” si segue una “carovana di culto della morte” attraverso la valle dell’oscurità “.

Non si risparmia nessuna delle tre religioni principali: cristianesimo, ebraismo e islam “Set fire to icons ” sono le ultime parole della canzone.

Puoi spiegarci le principali differenze con “Solarflesh”?

” Crusade: Zero” è una continuazione del precedente record e non è del tutto differente. Ciò che puoi ascoltare nel cd è piuttosto una evoluzione e alcuni cambiamenti nel suono complessivo . Il materiale suona dal vivo e autentico.

Riguardo la musica: è al 100 % Hate il sound è oscuro, potente ed articolato.

E’ estremamente intenso in alcune parti e maestoso e ipnotico in altre.

L’album costituisce l’essenza del nostro stile ed è probabilmente la nostra più grande realizzazione artistica finora.

Puoi darci qualche dettaglio sulla produzione?

Una volta che abbiamo deciso di lavorare su un nuovo album, è stato un processo veloce e intuitivo . Tutto il materiale è stato scritto tra il febbraio e il giugno del 2014. Inizialmente c’erano molte più canzoni di quelle che alla fine abbiamo registrato, ma abbiamo deciso di tenerne nove, quelle che secondo noi avrebbero rappresentato il nostro stile nel miglior modo possibile.

Abbiamo scelto l’Hertz Studio in Polonia ancora una volta, perché eravamo stati colpiti dai progressi nelle registrazioni e le attrezzature che hanno fatto negli ultimi due anni. Nello studio è stata costruita una grande sala per la registrazione di batterie acustiche.

Abbiamo realizzato l’intero album all’Hertz, compresi mix e mastering.

Ci puoi parlare dell’artwork? Chi ha realizzato la copertina

Abbiamo voluto una cover scarna e, in un certo senso, vuota, che simboleggiasse il grande vuoto e lo spazio infinito.

Significa vuoto spirituale negli esseri umani e anche vuoto in scala cosmica.

È stata realizzata dallo stesso artista ( Daniel Rusilowicz ) che fu anche l’autore dei layout per Erebos ( 2010) e Solarflesh ( 2013) . Sono molto soddisfatto del risultato finale: l’artowrk e la musica si fondono alla perfezione.

Vorrei analizzare alcuni brani: “Crusade Zero”, “Dawn of War” e “Doomsday Celebrities”.

Prima di tutto, ho bisogno di spiegare l’idea principale dietro l’album e il titolo in particolare.

Si tratta della condizione dell’umanità, del trend di auto-annientamento. Si riferisce al mondo governato da entropia e  declino; il crepuscolo della civiltà come la conosciamo.

Tutte le civiltà del passato sono crollate (anche le più grandi) a causa della incapacità umana di imparare dalle generazioni passate.

Abbiamo un’attrazione per i conflitti che degenerano inevitabilmente in guerre.

Si vive troppo poco per poter pensare di cambiare i meccanismi che governano il mondo.

Le religioni sono illusioni.

Dio non è altro che una creatura sorda, una illusione di massa.

Il male trionfa perché gli esseri umani sono mentalmente troppo ristretti.

Si marcia inesorabilmente verso l’auto annientamento creando nuovi dei in cui credere.

Il risultato di questo grande sforzo umano è nessuno. Zero.

“Dawn of War” è su un grande conflitto che arriverà e l’atmosfera è quella che precede la rovina finale.

“Celebrities Doomsday” è su questa “elite” di persone ricche e famose concentrate sul loro stile di vita glamour e ignari del fatto che moriranno e saranno dimenticate in breve tempo.

Si tratta di una sorta di avvertimento contro lo scenario peggiore, che è molto vicino alla realizzazione.

Quali sono state le risposte che hai ricevuto per ” Crusade : Zero ” ?

L’album ha ricevuto ottime recensioni. Mi sento davvero onorato. La risposta è sorprendente finora.

Sarete in tour per supportare il disco e passerete anche da Roma, è la vostra prima volta nella Capitale?

Non esattamente. Ci siamo stati già un paio di volte ed abbiamo suonato con alcuni gruppi italiani, come i Nerve.

Sarà un buon modo per rivederli.

Comunque non vedo l’ ora di venire a suonare nel vostro paese.

Dopo Roma, prenderete parte all’ ”Hatefest”, in compagnia di Six Feet Under, Marduk, Vader ed altre bands. Si preannuncia come uno dei Festival più devastanti d’Europa. Pensate di ripetere l’esperienza in futuro, magari toccando anche altri Paesi oltre a Germania, Austria e Svizzera?

L’ “Hatefest” è organizzato dalla Rock The Nation Agency e di solito si muove solo attraverso la Germania. Se ce lo offriranno di nuovo, perché no.

In questi giorni stiamo ricevendo molte proposte.

Sarà un 2015 impegnativo.

Ok, è tutto! Grazie per il tuo tempo! Puoi salutare i tuoi fan italiani come preferisci!

Grazie mille a te per l’intervista. Voglio salutare i nostri fans italiani e tutti i nostri sostenitori. Non dimenticate di visitare il nostro nuovo sito web (hate-metal.com) per saperne di più sulla band. Rest in HATE!

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