Perché VIKINGS non è una cazzata

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Guardo poco le serie tv, a dispetto dei miei coetanei e del 99 % dell’umanità attuale.
Per puro caso ne becco qualcuna che mi appassiona e VIKINGS è una di queste e qui ne parlo velocemente e con suggestioni personali.
Molti dicono che le stagioni che si avvicendano sono “piatte”, molti semplificano con un bel “la solita solfa”, io che complico le cose ci vedo qualcosa che magari non c’è e che magari mi tiene incollato allo schermo.

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Sabato 4 Marzo a Roma, Gheorghe Zamfir

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È difficile spiegare l’emozione nel dare questa notizia, perché se per molti il nome di Gheorghe Zamfir non può evocare nulla, una volta associato a film e musica, diventa un incantevole viaggio nel proprio io. E così, nel momento in cui mi è arrivata la notizia mi si è acceso l’eco dei ricordi…di quelli davanti lo schermo, piccolo o grande che fosse.
Il flautista e compositore rumeno, nei suoi cinquant’anni di carriera ha vinto 120 tra dischi d’oro e di platino e venduto 120 milioni di dischi in tutto il mondo.
Ma il viaggio di cui parlavo è fuso con la musica come dicevo…

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In arrivo al cinema CELL

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Dal 14 Luglio torna l’accoppiata John Cusack/ Samuel L.Jackson, alle prese con il film tratto dal romanzo di Stephen King. E come hai temi di 1408 si prevede una doccia gelida di brividi e tensione.

La pellicola uscirà giovedì 14 luglio in Italia, distribuito da Notorious Pictures, diretta da Tod Williams (Paranormal Activity 2) con protagonisti- come detto- John Cusack (Maps to the stars, Il cacciatore di donne),  Samuel L. Jackson (Pulp Fiction, Django Unchained) Isabelle Fuhrman (Hunger Games, After Heart).

 

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Coffi per tutti

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Lo scorso 30 aprile si è conclusa ad Angri (SA) l’undicesima edizione del COFFI, Cort’OGlobo Film Festival Italia, una rassegna di cortometraggi nata per valorizzare il lavoro cinematografico alternativo e indipendente.
Undici anni nei quali il festival è pian piano cresciuto, riuscendo anche ad “espatriare” – dal 2013 il cinema Babylon di Berlino ne ospita un’edizione parallela – e a ottenere preziosi riconoscimenti – dallo scorso anno è patrocinato dall’UNESCO.
L’evento si è tenuto all’interno delle sale del castello Doria che è stato cornice, oltre che della proiezione dei corti in concorso, anche di varie iniziative di diverso contenuto culturale, come mostre, presentazioni di lavori letterari, rappresentazioni teatrali.

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Il Viaggio di Norm

Senza titolo

A Back in Black abbiamo molti canali di informazione, siamo diventati un palinsesto proprio per questo, per essere a 360° e tra le nostre passioni c’è il cinema e il cinema d’animazione. Anche quello dedicato ai più piccoli.
Presente all’anteprima de IL VIAGGIO DI NORM (in uscita per il 4 Febbraio) vi racconto qualcosa…

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The Green Inferno… ci voleva proprio?

Anche no.
Insomma, perché devi fare un film che omaggia i grandi Cannibal Movies e farlo così? Perché?! ELIIIIIII!!! Che Benson ti divori, io mi aspetto sì sangue e sbudellamenti e gente che diventa finger foods per affamati antropofagi, ma voglio anche la storia, voglio i personaggi, voglio un’atmosfera naturale che mi inquieti, che offra il brivido dell’incontro/scontro tra civiltà e primitivismo.
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Contagious- al cinema dal 25 Giugno

Un film che va a fondo, che scava, che riduce all’essenziale la società e le sue problematiche riconducendole ad uno stato di privatissima e ristrettissima visione. Malattia, dolore, morte imminente. Il rapporto tra un padre e una figlia contagiata che fa sentire come gli ultimi uomini sulla terra, in un desiderio di riscatto dal sentimento di impotenza che si vive in queste situazioni.
Fin qui potrebbe sembrare un film “d’autore”, forse contestualizzabile in un certo filone o cliché, ma così non è, sia per la storia in sé che per il suo (co) protagonista.
La trama infatti si muove nel genere dedicato agli zombie, in un presente (futuro mi sembra eccessivo, data la forte contemporaneità delle immagini e dei luoghi) piegato da una pandemia che trasforma le persone in mostri. E il ruolo del padre è affidato ad Arnold Schwarzenegger. Non c’è da storcere il naso leggendo questi due dettagli e vi spiego subito e brevemente il perché.
La sceneggiatura è avvincente e crea immediatamente empatia nello spettatore, che volente e nolente si trova a chiedere cosa farebbe in un caso similare (anche privo dell’escamotage fantastico) e di come potrebbe affrontarlo, arrivando alla conclusione che tutto il rapporto che si sviluppa e che si avviluppa durante il film è quanto di più franco e realistico ci si possa aspettare in un film “post-apocalittico”.
Le immagini sono suggestive, così come l’ambientazione rurale che dona un’atmosfera lontana dai meccanismi cittadini e decisamente più agghiacciante nella sua esistenza violata da Qualcosa che non le appartiene. Dal punto di vista attoriale il nostro Arnie, si mette alla prova in un ruolo in cui il suo fisico e le sue capacità espressive aderiscono perfettamente al personaggio interpretato, con una qualità che mi ha stupito per l’emozionalità trasmessa, la sua indole paterna, il realismo del tormento del non poter fare nulla per sua figlia e al tempo stesso volerla preservare. Vera protagonista è Abigail Breslin, che delicatamente e senza mai calcare troppo la mano, racconta (e lo fa anche a sé stessa) la mutazione, la sua vita che va spegnendosi e il passato con cui fare i conti.

Contagoius. Epidemia mortale (in originale Maggie, come la protagonista) ha dalla sua un carico  narrativo molto forte che non ha bisogno di scene orrorifiche o sanguinolente o di colpi di scena, supportata magnificamente da una colonna sonora minimalista; è una metamorfosi dell’animo umano che si interroga sulla fine e che facendolo può solo disintegrare convinzioni, ipotesi per raggiungere uno stato di zero assoluto in cui perdere la propria umanità mantenendone le fattezze. Gusci vuoti pensanti.

ALex
L’Alchimista

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