L’Ultima Cena davanti alla TV: Taxisti di notte

Come avete avuto ed avrete modo di constatare, Il Conto dell’Ultima Cena non è solo canzoni e parole, ma anche cinema. Ebbene, è proprio di cinema che voglio parlarvi, suggerendovi qualche film con cui accompagnare queste serate d’ottobre.
Comincio con il suggerirvi un film del mio regista preferito: Taxisti di notte di Jim Jarmusch, 1991.


Nato come Night on Earth, la pellicola vede verificarsi, all’interno di un taxi, cinque episodi diversi in cinque città del mondo diverse in cinque chiavi di lettura diverse. Los Angeles viene percorsa da due donne dai profili professionali ed economici completamente opposti (una giovanissima Winona Ryder e una sempre bellissima Gena Rowlands) e ci fa capire come il successo non è sempre né per tutti la massima ambizione. A New York, Giancarlo Esposito e Armin Mueller-Stahl ci strappano – almeno – un sorriso. Parigi mette a confronto, con un duro dibattito, due classi solitamente emarginate da una società bastarda rappresentate alla perfezione da Isaach De Bankolé e Béatrice Dalle. Roma viene attraversata da un Roberto Benigni tassista, con gli occhiali da sole, alle 4:07 del mattino, con un prete (Paolo Bonacelli) in macchina. Fate voi. Infine, ad Helsinki, Matti Pellonpää vi farà capire che quando alcune sfide ci sembrano insormontabili ci sarà sempre qualcun altro che combatte guerre più cruente delle nostre e non bisogna mai scoraggiarsi né lamentarsi della propria sorte. Una lezione che Helsinki, dopo i sorrisi di New York e Roma, vedrà scendere qualche lacrima più amara sulle guance.
L’unico filo conduttore di queste vicende è il tema musicale riarrangiato in mille modi diversi dal genio, manco a dirlo, di Tom Waits, racchiuso in uno strepitoso album omonimo del film.

Vanno fatte alcune precisazioni ed è doveroso avvertirvi di una cosa: non è un film per tutti.
Come quasi tutti i film di J.J., è un film di nicchia: la trama è sottile, il ritmo del girato lento, la colonna sonora ricercata; per lo meno, il cast è di tutto rispetto. Per chi conosce J.J. sa che non è una novità: Dead Man, Coffee & Cigarettes, Ghost Dog e Daunbailò sono basati su questi stessi pilastri, ma ve ne parlerò in altre circostanze.

Il cinema indipendente a stelle e strisce non è lo stesso dei grandi colossi innaffiati di dollari che sbocciano ad Hollywood. Queste pellicole durano un po’ meno e raccontano la realtà degli States con un budget ridicolo ma con una freddezza imbarazzante ed una durezza spaventosa. Le trame sono dedicate a quelli dall’animo sensibile, fragile, che conoscono le cose inutili del mondo spinti da innata curiosità. In questo J.J. è un professionista, non a caso considerato il migliore e colui che ha riscritto la storia del genere noir, altrimenti col cazzo che gente come Johnny Depp, Iggy Pop, Forest Whitaker, Roberto Benigni, John Lurie e Tom Waits gli concedevano talento e tempo libero.

Per ora, se vorrete, guardate questo film ventinovenne. Prendetevi tempo e un buon livello di attenzione, altrimenti lasciate stare e guardate il grande fratello (che non merita nemmeno le maiuscole).

Giuseppe WAITS Incocciati – Il Conto dell’Ultima cena ogni martedì alle 21.30

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