CARNERA – La notte della Repubblica

Carnera---La-Notte-della-Repubblica-x

Lo ammetto. Per me ascoltare i Carnera, o comunque qualsiasi incarnazione preveda una minima percentuale dei loro componenti o di quelli dei Siegfried, è un piacere incommensurabile.
Non sono di parte, semplicemente mi trovo nella situazione di chi è riuscito a legarsi a un certo stile musicale, a un’attitudine simile alle proprie e a una filosofia interpretativa dello spettro sonoro confacente alle proprie esigenze.
LA NOTTE DELLA REPUBBLICA può essere interpretata in più modi, reso permeabile ai motteggi filosofeggianti di qualsiasi storico e sociologo, come invece diventare base per pensieri critici e autocritici.
Se da una parte l’apparato di riappropriazione storica (parliamo della nostra Italia, di quel simbolo perduto e decadente che oggi si trascina un mantello sporco di omicidi, bugie, sogni irrealizzati di ciò che saremmo dovuti essere) la fa da padrona, dall’altra l’elegante cifra stilistica dei Carnera riesce ad avvolgere l’ascoltatore in un mare di sintomatiche esperienze sensoriale, che colpiscono le sinapsi in rapidi o lisergici assalti in grado di avere dimensioni, e scenari, più profondi e allargati dell’apparato storico  di cui sopra. Rendendoci fruitori avulsi dalla sensibilità civile che impregna l’album.
In queste 13 tracce c’è tutta la stabilità di un fermento che la sigla CARNERA ha saputo ricreare dopo uno stallo della scena post industriale italiana; una stabilità fatta di entropia, sì un ossimoro in realtà, capace di stupire e realizzare il desiderio inconscio di chi preme “play”… ovvero perdersi, lasciarsi andare a un flusso migratorio che dalla coscienza porta all’incoscienza.
Non a caso questo verbo (perdersi) ricorre quando parlo dei Carnera…o dei loro membri, mi sembra ovvio, almeno soggettivamente, che il monolite pugilistico post industriale sappia rendere lo spaesamento un sentimento dovuto, cercato… ambito quasi. Una necessità che ad ogni lavoro richiede maggiore impegno, maggiore immersione.
Qui troverete di tutto: suoni dilatati, suoni contratti, Ustica, BR, omicidi, fascismo e comunismo, lotta armata e lotta intellettuale.
I Carnera sono l’emblema dell’intelligenza che dovrebbe muovere i mondi musicali di cui ci nutriamo e per questo non posso far altro che ribadire “Lunga vita ai Carnera! Lunga vita al colosso italiano!”

ALex
Il giardino della luna

 

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