Mayhem…qualche tempo dopo

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Arruolati, mi dicevano, vedrai il mondo e scoprirai nuove culture. Vai a vedere i Mayhem, mi hanno detto, vedrai una band storica del black metal… tra i padri fondatori.
Sì, io ce so stato… che mi è accaduto? Che ho dovuto aspettare qualche giorno per parlarne… perché a dire il vero, io, ad oggi, ancora non ho capito un cazzo di quello che ho visto… forse.
(segue resoconto volgarotto e non sense del concerto a cui abbiamo partecipato)

Ma sì, diosantochefailgirotondo, io so chi sono i Mayhem, il fatto che facessero il tour nostalgia su “De mysteriis dom sathanas” doveva un attimo farmi drizzare le orecchie e rendermi sospettoso, ma si sa come vanno ‘ste puttanate: vai al concerto perché devoto, te lo ascolti e fai pure una merda di fila al merch per accattare t-shirts e cappello.
E prima non ti poni molte domande, prima non ti chiedi “perché?”.

Dicevo, io ci sono andato perché a 40 anni (quasi) da (quasi) negletto ascoltatore (ergo ex abitante in Fiuggi nei 90/00 – ho passato una nottata a spiegare che a Fiuggi non arrivava niente se non richiesto e che eravamo il buco di culo del mondo musicale e che ad essere metal addicted eravamo in quattro gatti- e quindi tardo di ascolti) non potevo farmi mancare l’occasione di una celebrazione del genere.
Insomma, la “spunta” alla band.

Io volevo andare a vederli, per la prima volta, a sentire il nitore delle zaffate di zolfo provenire dalla compagine maligna a violentarmi i sensi, insozzarmi per bene di perversione, nichilismo, cattiveria e paura…volevo il MIO CAZZO DI CONCERTO DEI MAYHEM!!! SATANA COMPRESO A STACCARE I BIGLIETTI MENTRE MANSON CON UNA PARRUCCA BIONDA SPILLAVA BIRRA.

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Cosa ho trovato?
I Kiss.
E mo mandateme a fanculo, ditemi che non faccio parte della scena e sono un coglione, ditemi che devo morire crocifisso a testa in giù come San Pietro, ma signori e pidocchi, il fatto è uno: è stato un concerto di pura maniera. Na mascherata.
Niente di più niente di meno.
(Non mi soffermo sugli opener per ragioni di fibra narrativa a.k.a. “già me sto a rompe er ca de dové parlà de sto concerto”).
Tutto fatto per strabiliare i social black metallers: sì, i regazzini e le regazzine che alzaveno le corna ad ogni sputo dei nostri. Quelli che mentre c’era il concerto stavano sui social a dire quanto erano satanici e malefici i Mayhem e che loro ce staveno… NOOOOOOOOOOOOO!!! Quelli non erano i Mayhem: a. perché nun se capiva ncazz de niente e potevano essere pure i SBUDELLAMENT da Zagarolo. b. perché i volumi erano come quelli della Dotteressa Pelouche di mia figlia (a 3 metri dal palco, potevo ascoltare amabilmente le discussioni di chi mi era accanto). c. perché si vedevano le facce contrite di chi questa band se l’è vista ai tempi d’oro e non voleva farsene una ragione di quale porcata stesse palesandosi sotto  i propri occhi.

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Un pezzo uguale all’altro, un impasto sonoro che se ci fosse stato Joe Bastianich mandava il suo cane a pisciare sul mixer; l’inutile teatralità che manco le facce de Barbara d’Urso quanno vo fa la commossa o attenta; accenni di Wall Of Death ridicoli da parte di un pubblico imberbe…  i regazzini… ovunque; clima da Oktober Fest…
Non li avrò mai visti, ma due neuroni in testa li ho e ho capito quello a cui ho assistito alla fin fine: ad una messa in scena e non a una messa nera.
Per carità, non si possono biasimare loro: ahò so quanti anni che soneno? Che volevo?! Satanismo, sangue, ferite autoinferte e violenza? Il gruppo è universalmente riconosciuto… quindi l’aura oscura e underground mi è entrata nell’ano come una bella supposta. Sono mainstream da diverso tempo.
Volevo la purezza dei black metallers riuniti?! Ma dove? Ce stavano i 14enni truccati… diosantissimotruccatiiiiiiiiiiiiiiiii!!! TRUCCATIIIIIIIIIIIIII!!!
Quello che mi ha lasciato perplesso è stato andare a cercare paranoia, buio, minaccia e trovarmi a un book party del Salone Internazionale del Libro di Torino per celebrare Fabio Volo. Mi aspettavo quanto meno della pura cattiveria nel riproporre i brani…invece niente…tricche tricche, tutto lineare, senza sforzi me raccomanno!
Li andrò a rivedere a Roma? Forse, boh. Cosa vorrei ascoltare? Le ultime release.
Senza cappucci, altari etc.
Datemi il Black Metal. Non datemi i Ghost (spacciandoli per Black Metal).

Idolo della sera, Hellhammer. Altro idolo della sera, il metallaro che, gonfio di alcool, dormiva all’inizio del concerto come un regazzino. Idole le ragazzine che invocavano Satana e che secondo me, se incontravano Ottolenghi e Vavalà chiamavano il telefono azzurro.

ALex

Back in Black

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