Face to Face con Keen

 

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Foto di Veronica Lombéz

Tra gli incontri interessanti del 2015 non posso non inserire Stefano “Keen” Maggiore. Produttore, musicista, mente eclettica e divertita, che con i suoi lavori mi ha fatto entrare in una specie di ossessione per due album di cui ho parlato su queste pagine, di cui ascolto e riascolto arrangiamenti, suoni, trovate, stupendomi ogni volta.
Detto questo, mi sembrava giusto farvi conoscere più da vicino questo artista che vedete on stage e backstage con Immanuel Casto e Romina Falconi.

Buona lettura.
ALex
Back in Black

Come ti sei avvicinato alla musica? Con quali artisti e grazie a chi?

La risposta è tanto banale quanto vera: mia madre. mi ha insegnato, dalle elementari, a suonare pianoforte e chitarra. poi rubavo i vinili dei Queen di mia sorella e a 12 anni l’epifania con The Wall dei Pink Floyd, di cui ho ascoltato tutto fino alle superiori. La seconda svolta è stato l’acquisto del mio primo cd a 14 anni: Pornography dei Cure passando poi a The Downward Spiral dei Nine Inch Nails, preludio di una adolescenza all’insegna del disagio.

Quando hai maturato l’idea di iniziare a “fare” musica? 

Sicuramente alle medie, cercavo di capire come venivano creati i suoni che sentivo nei dischi che mi piacevano. Il primo momento in cui ho potuto cimentarmi nella creazione è stato nel 1999, acquisto del primo sintetizzatore (Roland jp8080) e prime sperimentazioni solitarie, in camera, dove in maniera del tutto casuale e destrutturata applicavo effetti e distorsioni a batterie e voci, per capire cosa sarebbe accaduto!

 

Le tue ispirazioni da dove arrivano? Hai qualche tipo di approccio filosofico/compositivo o ti lasci andare al momento? Qui parliamo della tua musica.

Credo che ogni artista/produttore sia un abile falsario. Ormai tutto è remix di tutto e le creazioni originali sono frutto di reinterpretazioni di cose fatte già da altri. L’approccio alla composizione è umorale: triste->canzone triste, arrabbiato->canzone veloce, felice->ritmi e suoni pop, e così via. Per scrivere una canzone di solito inizio pensando a cosa vorrei esprimere e ripesco dall’hard disk o dal telefono una serie di idee che ho registrato a casaccio, ogni volta che avevo una piccola epifania, poi passo al fare una playlist di brani vari per capire dove mi piacerebbe andare coi suoni, dopodiché mi chiudo in studio e per tutto il tempo della scrittura non ascolto nient’altro. È un processo creativo che ho costruito nel tempo, per poter dare un ordine alle idee.

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Foto di Veronica Lombéz

Artisticamente hai dei punti di riferimento? Anche fuori dal tuo campo se vuoi.

Direi che quello che ti da l’imprinting non ti abbandona, quindi Pink Floyd e NIN in primis, poi essendo cresciuto nell’epoca del grunge, chitarre sporche e batterie forti mi accompagneranno sempre, così come l’elettronica anni 80, dato che ci sono nato. La cosa più difficile e più divertente è riuscire ad aggiornare i propri suoni e le proprie composizioni perché il passato sia solo un leggero richiamo e non una limitazione. Al di fuori della musica sono un grande nerd, trovo molta ispirazione dai libri e dai film che guardo, prevalentemente horror e thriller, sono un accanito lettore di fumetti e giocatore seriale con la PS4, diciamo che adoro tutto quello che mi può raccontare una storia e farmi fantasticare.

Ragionare su un artista? Quanto è difficile e come comportarsi?

È sempre difficile mantenere una sorta di distacco tra il tuo stile e quello dell’artista per cui scrivi le canzoni. nel caso di Immanuel è ovviamente più semplice perché, avendo scritto le canzoni quasi dall’inizio, il suo stile è anche il mio, anche se ho dovuto cimentarmi con sonorità più pop. È importante quindi ascoltare, ascoltare e ascoltare tantissimo, soprattutto musica che è al di fuori del raggio di interesse. È sempre comunque necessario trovare un punto di accordo per non snaturare nessuno e lasciare un’impronta stilistica in produzioni diverse. Spesso mi trovo meglio quando l’artista arriva già con una idea musicale grezza su cui possa costruire un film di suoni ed atmosfere, capire con lui “cosa vuoi esprimere?” e aiutarlo in questo.

Cosa funziona da musicista e cosa non funziona da produttore? Ovvero, la vita stressante di chi deve far quadrare il cerchio…

In realtà la doppia vita è molto utile, quando sei in studio non capisci subito cosa possa funzionare sul palco e viceversa. Il fatto di suonare le canzoni che scrivo mi da l’opportunità di capire meglio le reazioni del pubblico.

Stefano Maggiore vs Keen. Due lati della stessa medaglia? Due matti che fanno a botte dentro una testa? E nel caso chi vince e perché?

Direi che lo sdoppiamento di personalità è molto limitato e passare da un lato all’altro è sempre una liberazione. Sono abituato a fare tante cose diverse e a provare noia con estrema facilità, il lavoro di produttore sarebbe noioso se poi non suonassi e viceversa. In tutto questo aggiungi che ho anche un’altra azienda di consulenza di design e informatica che mi consente un distacco ulteriore quando ne ho bisogno.

Senti le vocine nel cervello? Che ti dicono?

Mi dicono di comprare più sintetizzatori

Immanuel Casto, Romina Falconi tra i tuoi progetti più recenti. Ci parli di quello che hai fatto prima?

Prima di questo ho avuto un mio progetto solista (di cui non è stato edito nulla) chiamato Klimt, poi il primo vero progetto serio sono stati i Kubrick, band synthrock con due album all’attivo (2004 e 2009) e che mi hanno permesso di collaborare prima con artisti dell’underground EBM italiano fino a poter fare, nel 2005, un remix per i NIN che sarebbe andato in varie radio statunitensi e una collaborazione col folletto norvegese MORTIIS, per cui ho fatto due remix presenti sul vinile del 2007 Some Kind of Heroin. ora sono molto concentrato sui miei due artisti principali (Immanuel e Romina) e sto lavorando ad un album solista di musica elettronica.

keen

 

Se non avessi fatto il tuo mestiere cosa avresti voluto fare?

Fortunatamente non faccio niente che non vorrei o avrei voluto fare

Ti sei mai visto, prima di cominciare la tua carriera, nei tuoi sogni circondato da belle ragazze, con collane d’oro, alcol, un appartamento a N.Y. … ops scusa, era una domanda per un rapper, ma se vuoi rispondi pure.

A parte l’appartamento a N.Y. e le collane d’oro (su cui stiamo lavorando) il resto c’è…

Cos’è per te il domani?

È un oggi posticipato

Vita da tour, Keen fa il bravo ragazzo o l’artista sregolato?

Sicuramente bravo ragazzo, ho sempre preferito avere il controllo sugli altri mentre sono stonati piuttosto che perderlo io stesso, e poi ormai non reggo più niente.

Salutaci come vuoi, ma veramente come vuoi.

Lasciatemi stare.

 

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