Romina Falconi: il graffio sull’anima.

certisognisifannoattraversounfilododioIncontrare Romina Falconi non è semplice. Non lo è affatto. Il perché di questa difficoltà è proprio in lei, in quegli occhi che ti scrutano sfuggendo, piuttosto che nelle sue mani che tendono ad abbracciarsi per ricoprirla o a venire verso te che le stai difronte, ritraendosi subito, in un gioco di fughe e avvicinamenti quasi estenuante per l’energia che scaturisce da lei durante la conversazione.


Non è facile soprattutto perché la sua voce, che nei dischi potrebbe apparire così perfetta, dal vivo, lontana dalla musica, dal palco diventa un graffio sull’anima. Sulla sua e in questo caso sulla mia.
Lacerazione profonda che viene dall’incrinatura della sua vita, di quella Roma che si porta dietro e che non dimentica mai, dei giorni della fame, delle compagnie sbagliate, dell’incontro con una trans che le ha fatto da seconda madre (ma non perché la “vera” fosse una scapestrata, no, perché stava dietro a tre lavori per crescere i figli) dei timori e delle botte di fortuna, degli specchi in cui riflettersi e da rompere.
Così femmina (“Mi piacciono le pin up, quelle che erano femmine in un gioco di ruoli anche, di scambio…e io mi sento femmina, felice nel mio esserlo tra contraddizioni e certezze”) da non doverlo dimostrare con la pura immagine, è donna e al tempo stesso bambina. Sul piatto relazionale non si risparmia e mette in gioco fragilità e sicurezza ( “Mi piace giocare a fare la “regina” ma da ragazzina non lo ero… mi sento sempre un po’ “stracciata”. “Mi sento una sopravvissuta, anche se non amo fare la donna vissuta… è così, mi rendo conto che molti schiaffi che ho preso mi sono piaciuti, sono stati necessari e mi hanno portato qui…sono stata salvata molte volte, sempre in calcio d’angolo. Ho vissuto molto intensamente alcune cose che ti rendono viva in modo assoluto, nonostante la loro tragicità”) in modo del tutto disarmante. Esce fuori tutto il passato esistenziale e discografico dove le sfortune di un percorso personale che le hanno insegnato fratellanza, riconoscenza, “radici”, si fondono con una visione in cui nulla può essere mai dato per scontato. Una strada dove l’impasse per l’uscita del disco e una carriera “strampalata” per l’ordine dei suoi step, le hanno insegnato pazienza, accettazione e sacrificio.
Ride, ride molto mentre ci parliamo mi convince sempre di più di quella fessura frastagliata nella sua voce che ho sentito da subito e che è rabbia e tristezza e mentre mi dice che il padre l’ha diseredata per la musica, con un tono pacato, dolce quasi, ma che per lei è un dovere continuare a fare quello che sta facendo perché il tempo non ce l’ho restituisce nessuno… in quel momento capisco che sto parlando di cose semplici, con una persona semplice, a modo suo totalmente pura, appena nata. Lontana da orpelli di scena o attitudini artistoidi che caratterizzano molti in questo ambiente lei è lì con me e basta, dicendomi come basti poco a farla sorridere, di come un gesto “vero” sia unico oppure della sua idiosincrasia verso il male fatto per il puro piacere di prevaricare l’altro.

C’è una ragazza che si racconta, come nel suo disco, dove parla a se stessa, dove si auto-confessa (“Le canzoni sono un salasso, escono senza pensare a un pubblico e grazie a queste mi sono in parte liberata e in parte riscoperta, quasi spaventata di ciò che ho detto”), dove evita il buonismo politicamente corretto svelando anche la ferocia che vive dentro ognuno di noi e nelle pieghe di questa coperta in cui ci nascondiamo che chiamiamo Vita… e che è dura avendo, a volte, poca voglia di coprirci.
Durante quella mezz’ora insieme mi sono sentito parte di una vita e togliendo la patina più fruibile del suo disco “Certi sogni si fanno attraverso un filo d’odio” la Romina che ho incontrato la può incontrare chiunque attraverso la sua musica.
Scandagliando le sue canzoni si può comporre una sorta di mappa che conduce dritti dentro l’anima di una donna che non perderà mai quel sorriso di malinconica gioia che la rende una regina dei giorni a venire, attesi ma non pretesi, sognati e realizzati…anche con un filo di sano odio.

ALex
Blister

.Romina domani firmerà le copie del suo disco presso il Mondadori Megastore in via Marghera 28 a Milano.

.Non ho voluto fare il classico “domanda -risposta” perché a conti fatti quello che ho salvato nel mio mac mi sembra quasi una pagina di diario che mi è stata regalata e ho avuto un sentimento di pudore nel non trascrivere tutto.

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