THE BLUES LEGEND- Correte a teatro

Vedi  cappello e occhiali da sole sopra la scritta THE BLUES LEGEND e subito credi di trovarti davanti a una scopiazzatura dei Blues Brothers.

Stai commettendo un errore madornale!

Lo spettacolo che sta andando in scena in questi giorni a Milano, al Teatro Nazionale non è una copia ma un vero e proprio omaggio alla pellicola diretta da John Landis,  ma soprattutto è una reale e sentita dichiarazione d’amore nei confronti del soul, del funky, del r’n’b’ e del blues con cui ognuno di noi è cresciuto. Infatti oltre  alle canzoni che hanno fatto grande la colonna sonora interpretata dal duo Belushi-Aykroyd, in due ore –dinamitarde, adrenaliniche e ad alto contenuto energetico- di spettacolo si possono ascoltare anche grandi signature song di artisti indimenticabili della musica dell’anima, che creano un percorso sonoro che lascia lo spettatore in uno stato di grazia.

Storia diretta e semplice, che si basa su sei uomini, sei poveri disgraziati, musicisti e amanti della musica, che dopo anni si ritrovano davanti alla propria situazione di falliti e che, nonostante tutto, pensano bene di rimettersi in gioco per organizzare un concerto e dimostrare(si) di non essere del tutto finiti.

Ma oltre a non fare i conti con gli anni trascorsi e gli acciacchi, non li fanno nemmeno con le loro donne, con le quali hanno rapporti speculari e di idiosincratico amore.

La guerra tra i sessi, i sentimenti, il pragmatismo e l’incoscienza è quindi servita e aperta e ruota attorno a 2 figure principali che fanno da motore interno a tutta la macchina narrativa e antagonista: The Queen (una favolosa, sensuale e indomita Loretta Grace) padrona di una friggitoria, donna di colore tutta d’un pezzo che non vuole sentir parlare di musica, musicisti e fresconerie che allontanino il marito dall’attività e Simon (il sornione Simone Colombari), anima storica del quartiere, con la voglia di libertà, blues e grandi imprese che mette la pulce nell’orecchio dei suoi compari di mollare tutto e ricominciare con la band.

Dietro al marito di The Quenn, il buon Boccia (un bravissimo Fabrizio Checcacci, che con la sua voce scalda l’aria), un manipolo di personaggi donchisciotteschi: Beatbox (Mario Acampa, che regala al suo personaggio  balbuziente un’aura agrodolce e comica), Il Duca (Heron Borelli, elegantemente divertente) e i due fratelli cresciuti nel mito di Jack e Eldwood, ovvero Sam (Samuele Cavallo) e Dave (Lorenzo Tognocchi).

Una compagine maschile con la sindrome da Peter Pan o l’irresponsabile irrequietezza giovanile, che fa ridere, sorridere e commuovere con le performance vocali corali e singole che li vede protagonisti. Voci molto diverse, per timbro, esperienza ed estensione, che nell’unione diventano ancora più forti e incalzanti.

Figure che sono metafora anche di un precariato e di una condizione sociale sempre più spietata nei confronti delle ambizioni, dei sogni e della dignità degli uomini (“Allora se non ho niente, non sono niente?” dice ad un tratto Simon) che vivono esistenze da automi dalle quali vogliono, pur non avendo spesso il coraggio o gli attributi, riscattarsi.

Dall’altra parte della medaglia, le donne sono straordinariamente indimenticabili, sia per il loro contributo canoro, schiacciante e coinvolgente, che per la prova attoriale che le vede protagoniste, ognuna con la sua caratterizzazione da contraltare al proprio uomo.

Flo (Floriana Monici, veterana del musical ed esuberante ballerina alle prese,in scena, con la sua emotività), Lory (Loredana Fadda, esotica seppur italica bellezza che rappresenta on stage la limitatezza di un corpo magnifico rispetto alle proprie ambizioni), Marty (Martina Biscetti con la sua effervescenza dirompente; nella storia compagna di Beatbox, che si dimena tra voglia di emancipare il fidanzato e quella di uscire dalla propria quotidianità), Cri (Cristina Benedetti, ovvero TNT pura in un viso da bambina; sorella di The Queen e combattuta tra fedeltà familiare e i propri sogni) e Francy (Silvia Di Stefano, altra veterana del mondo dei Musical, che regala una grande interpretazione del suo personaggio anche grazie ad una vocalità veramente fuori dal comune; la sua è un’estetista matura, single, in liaison con l’alcolizzato Simon, quindi con la sindrome da crocerossina con cui fare i conti), non sono soltanto “le ragazze” dei nostri artisti, ma rappresentano, ciascuna a modo suo, l’immolazione che spesso il gentil sesso offre all’amore, con ritorni alla realtà esagerati, ostruzionisti e riappacificazioni chiaritorie.

Si gioca molto con lo stereotipo del genere, le sue piccolezze e drammi, che possono risolversi soltanto con il dialogo e l’amore, la regia di Chiara Noschese è stata attenta a offrire un livello di intrattenimento molto immediato e con all’interno molte sotto tracce di cui poter discutere, meno fruibili nell’immediato.

Gli arrangiamenti musicali e la band di 6 elementi presente (Vanni Antonicelli (Tastiere-Hammond), Davide Ghidoni (Tromba), Marco Parenti (Batteria), Paolo Petrini (Chitarra), Massimiliano Serafini (Basso), Claudio Tripoli (Sax)) sono poi la base portante di questo spettacolo, con il rispetto dei grandi artisti del passato e delle loro partiture, misto a un gusto moderno, ancor più ricco di groove e attitudine funk in ogni esecuzione (toccando anche il rap, come in Respect), nonché di veri e propri quadri sonori costruiti ad hoc.
Coreografie, divertenti, con una sorta di slang mimico che ci riporta ad Aretha Franklin, come alle più recenti star dell’Urban statunitense o ammicca alle Charlie’s Angels, che rende le movenze piccole storie nella storia.

In quasi due ore di spettacolo mi sono meravigliato per alcune scelte molto erotiche, quasi alla Baz Lurhmann, che catalizzano completamente l’attenzione per la loro proposta così fresca e attuale; ho colto piccole citazioni all’interno della musica (come ad esempio il giro di Rhodes simili Superstion sul parlato iniziale degli uomini), delle coreografie (il duello durante Hit The Road Jack, mi ha portato alla mente West Side Story) ho riso e pensato, ma soprattutto ho fatto una grandissima fatica a restare fermo, perché il cast di THE BLUES LEGEND non è semplicemente un gruppo di bravissimi performer, ma incarna pienamente lo spirito e l’energia di questo musical e della sua anima black, scavando in fondo al cuore dello spettatore e facendolo trasalire di gioia.

Da godere appieno, perderselo sarebbe un peccato.

ALex
L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it

Dal 15 settembre al 22 ottobre a Milano

Orario spettacolo:

dal martedì al sabato sera ore 20.45

sabato e domenica pomeriggio ore 15.00 – domenica sera ore 19.00

TOUR

7 e 8 novembre a Bari al Teatro TEAM

16 novembre a Bolzano al Teatro COMUNALE

18 e 19 novembre a Genova al POLITEAMA GENOVESE

21 e 22 novembre a Torino al Teatro ALFIERI

28 novembre a Montecatini al Teatro VERDI

5 e 6 dicembre a Bologna al Teatro EuropAuditorium

9 dicembre a Modena al Teatro COMUNALE LUCIANO PAVAROTTI

12 dicembre a Napoli Teatro PALAPARTENOPE

dal 14 al 16 dicembre e la serata di Capodanno un gradito ritorno a Milano al BARCLAYS TEATRO NAZIONALE

5 gennaio a Montecatini Teatro VERDI
il 6 gennaio a Firenze al Teatro VERDI

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