Rosarubea -THE FIRE AND THE ROSE

In punta di piedi la splendida voce di Daniela Bedeski, entra nelle camere del nostro animo, si siede e comincia lentamente a pizzicare le corde dello spleen umano. Reminiscenze di ogni tipo si raccolgono dentro gli occhi di chi ascolta in un rapimento emozionante fatto di sensazioni sopite, di vita vissuta e di un’estasi eterea.
Splendido il pavimento sonoro su cui si muovono i passi della cantante, un tessuto morbido, delicato, onirico/mistico che solleva ancora di più la mente e il cuore, portandoli fin dove non credevano possibile, nell’essenza del sogno.
Se alla base di questo album c’è l’avvicendarsi e il ripercorrere del concetto di nascita, morte e rinascita (legatissima anche alla visione alchemica di questo trittico), il tutto diventa una sorta di iniziazione artistica a cui non potersi sottrarre, anche grazie alle liriche che attingono alla poesia di Eliot e de Pizan, oltre che all’incipit e al finale affidato a due scritture “manifesto” della cantante (ricordiamolo, voce solista della Camerata Mediolanense). Non si riesce a eludere questa iniziazione, dicevo, perché la musica dei Rosarubea è un richiamo atavico, una sorta di canto corale che riporta l’essere umano alla sua dimensione più spirituale ed elevata, verso la ricerca di quell’Opus Magnum dell’afflato esistenziale e della sua -anche parziale-realizzazione.
Bellissimo progetto, bellissimo paesaggio sonoro. Parlare non serve, occorre immergersi in esso.

ALex
Il Giardino della Luna
ilgiardinodellaluna@libero.it

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