Per non dimenticare…

Nuovo blog, nuova veste… ma secondo voi la nostra testa è nuova?!
Naaaaaaaaa…

Principles sound- LOST IN THE JUNGLE

princIl groove di questo album si imprime fin nelle ossa, attraverso 7 tracce che sanno abilmente spaziare tra la fusion e il jazz, con geometrie compositive equilibratissime tra impatto sonoro, tecnica e atmosfera.
La giungla in cui perdersi è quella di una città in movimento, talmente tanto da essere ferma, placida, a dispetto dell’artwork molto “ruvido”, che freme per lo scorrere dell’energia dei P.S., della loro tensione musicale che si perpetra dalla prima all’ultima traccia.

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La nave salpa!

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Adesso non cominciate a fare i criticoni con la veste grafica, qui il più edotto ha la terza elementare, quindi dobbiamo prendere confidenza con la nuova realtà che ci circonda… intanto abbiamo dato una bella rinfrescata al nostro look (che è soltanto alla sua prima fase).
Continueremo a parlarvi di musica, libri, facendo interviste, reportage, scovando tutto quello che è interessante e ricco di contenuti… come anche continueremo a cercare demenzialità e idiozia divertente.

Noi ripartiamo da qui, con la stessa verve e lo stesso spirito… non sarà la piattaforma di GQ, ma siamo sempre noi, la cara vecchia squadraccia di Back in Black.
Voi vi imbarcate con noi?

Stay hard!

Back in Black

Obliquido-SE MI DAI DEL LEI MORIRO’ PRIMA

Progetto sfaccettato che mescola sapientemente e armonicamente pop, elettronica, linguaggio astratto e jazz in un liquido caldo e suadente.
Le tracce proposte si muovono sinuose sulla superficie dell’ascoltatore che si trova alle prese con territori sonori morbidi e rilassanti. In discesa. Sfiorando elegantemente una electro world music.

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Intervista a Umberto Cairoli

Torno a parlare di fotografia sulle nostre pagine! Un appuntamento che ho creato tempo fa e che vogliamo proseguire, allontanandoci anche dal mondo prettamente femminile quando si può.
Quindi eccomi qui con Umberto Cairoli, un fotografo che riesce perfettamente ad equilibrare incanto e disincanto, realtà e quarta dimensione, passione e distacco, in scatti che non sono mai soltanto quello che sembrano.
All’interno di ogni immagine infatti si possono scoprire mondi e storie celate da uno schermo più diretto che colpisce immediatamente l’osservatore, ma chi ha occhi per vedere può entrare in questo mondo personale e intimo.
Ecco l’intervista realizzata con il nostro e alcuni suoi scatti, per visitare il suo sito e vedere i suoi lavoriwww.umbertocairoli.com
https://www.behance.net/umbertocairoli

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Elias Nardi Group-FLOWERS OF FRAGILITY

Elias Nardi e i suoi musicisti conducono attraverso 45 minuti di estasi sonora. Di pura perfezione.
FLOWERS OF FRAGILITY ha scosso tutti i vasi colmi di sentimenti della mia anima, increspando i loro contenuti, facendo vibrare liquidi e colori, lasciando traboccare emozioni e sogni.
Nel momento in cui l’ho inserito non ho potuto fare a meno di riascoltarlo ogni volta che finiva, perché il suo dono più grande è la potenza empatica che costruisce con l’ascoltatore, lasciandolo immobile, assorto, in una forma di meditazione ad occhi aperti… come davanti ad un film che ripercorre i passaggi più importanti della vita di ciascuno di noi. Continua a leggere “Elias Nardi Group-FLOWERS OF FRAGILITY”

The Green Inferno… ci voleva proprio?

Anche no.
Insomma, perché devi fare un film che omaggia i grandi Cannibal Movies e farlo così? Perché?! ELIIIIIII!!! Che Benson ti divori, io mi aspetto sì sangue e sbudellamenti e gente che diventa finger foods per affamati antropofagi, ma voglio anche la storia, voglio i personaggi, voglio un’atmosfera naturale che mi inquieti, che offra il brivido dell’incontro/scontro tra civiltà e primitivismo.
E invece?! Continua a leggere “The Green Inferno… ci voleva proprio?”

Carmine Torchia- AFFETTI CON NOTE A MARGINE

Di questo cantautore sui generis mi occupo ormai da anni. Posso definirlo un vecchio e caro amico, anche se non riusciamo mai a stare 5 minuti a chiacchierare tranquillamente. Ma in fondo l’amicizia è anche questa, sapere che una persona “c’è” e sapere di lei e delle sue avventure. Questo nuovo disco è un racconto vero e proprio, fatto da chi per molto tempo ci è stato lontano e si lascia andare alle parole, agli eventi e incontri che ha vissuto la prima volta che si trova davanti a noi.
C’è una forza delicatissima (nelle ballad intimiste come nei brani più ritmati), che riesce a muoversi tra i filari delle nostre emozioni (“Amarti come l’ombra che segue il corpo in gravità”), preoccupazioni (“C’è soltanto da adeguarsi ai lavori saltuari”), rabbie (“La democrazia, lei se n’è andata a puttane”)… accarezzandone ogni frutto e lasciando che maturi per poi diventare altro. Questo “altro” è la musica stessa di Carmine, che si muove tra colto cantautorato, intelligentissimo pop, psichedelia (mai come ora, nostro omaggia i Pink Floyd e un’acida attitudine prog/psichedelica a cui è legato da sempre), con ricordi di Battisti in alcuni casi, Battiato e ne l’ “Amore è un atto politico” reminiscenze della Ruggero -concedetemelo, c’è qualcosa nella progressione armonica del cantato che mi ha riportato alla mente lei- e Luca Dirisio.
Affetti con note a margine è una profonda ed emozionante Spoon River epistolare, in cui le righe mai dette possono essere lette o raccontate, come dicevo all’inizio.
Questo artista calabrese sta proponendo un suo percorso molto curato e attento, costruito passo dopo passo assimilando la migliore musica e influenza italiana (Morgan, Battiato, un gusto per l’elettronica pop presente in Gazzè e nella scuola romana, la vecchia guardia dei cantautori italiani così come i più interessanti “moderni”) e internazionale (Bob Dylan…), mescolata secondo la sua personale visione del mondo e della società. Scegliendo sempre molto attentamente il filo conduttore tra narrazione e musica, con strumenti azzeccatissimi che si muovono tra naturalità ed elettricità, ha una volontà di trasmettere e mai di stupire.
Tra impegno civile e culturale, Carmine Torchia è una delle proposte più belle e imperdibili del nostro panorama musicale, un attento astronomo capace di cogliere l’essenza delle stelle che osserva per portarcene un po’ sulla terra attraverso la sua musica.

ALex
Back In Black
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