Una spiaggia troppo bianca di Stefania Divertito

Romanzo per l’estate? Anche, ma non solo quello.
Questo libro rappresenta molte cose, ha molti spunti e molte sfaccettature e la sua autrice è riuscita a confezionare una lettura intrigante, grazie all’unione tra fiction e indagine ambientale.
Il personaggio di Gemma Ranieri è delizioso nella sua “goffagine” (“sembrava Maga Magò, i capelli rossi che si arricciavano gagliardi nemmeno fossero vivi e goccioline di sudore ovunque. I piedi nei sandali rosso corallo si stavano gonfiando, segnati alla caviglia da un complicato sistema di cinturini, e sarebbe stata questione di minuti prima che il sudore arrivasse anche lì”) quanto solido e senza paura nelle sue ricerche verso la verità (“il martedì si era alzata presto. In mente le risuonava ZOMBIE dei Cranberries. Aveva fatto colazione con i suoi e appena erano usciti era tornata alla scrivania e aveva scritto un breve riepilogo dei dati raccolti”) ed è l’alter ego perfetto dell’autrice, che nella vita è una giornalista d’inchiesta specializzata in tematiche ambientali. Affatto surreale o su le righe, Gemma ha la spiazzante capacità di farsi viva nelle strade che si percorrono, di essere un volto e un’anima nota e non un semplice personaggio.

Il romanzo si muove in un perfetto equilibrio tra il genere e la presa di coscienza civile che dimentichiamo di dover avere, riunendo sotto lo stesso tetto le due anime del lettore: quella più ludica e quella più “impegnata”. Le città prendono vita e forma propria attraverso una scrittura pulita, limpida, senza troppe architetture stilistiche. Ci si lancia nell’uso del dialetto napoletano, tra sorrisi e momenti più acri. La distanza dalle proprie radici così come il riviverle, la vita e la morte sono un continuo rincorrersi tra le strade del libro.
Tutto convoglia l’attenzione fino ad uno svelamento del mistero, che, nel vero senso della parola, giace sotto gli occhi di tutti.
Questo è il primo capitolo di una trilogia che ci prepara a veder scendere in campo nuovamente la nostra Gemma, “nostra” perché si resta incapaci di poterla vedere in altri termini, tanto è reale nella pagina quanto fuori, come detto prima.
Un libro da spiaggia. Ma anche da sera. Compagno di viaggio, di quel viaggio attento e nel cuore di tenebra della nostra società chiamato Stefania Divertito.

Cesare Colonna
per L’Alchimista

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