Richard Benson- L’INFERNO DEI VIVI

Richard Benson firma la più grande beffa che potesse concepire e lo fa uscendo il 16 Giugno con il suo nuovo album “L’inferno dei vivi“.
Perché parlo di beffa? Perché come il Diavolo, lui, per tutti questi anni si è celato, ha fatto credere di non esistere, di essere ciò che gli altri volevano che fosse. Ha offerto panem et circenses e la folla ha applaudito, ghignante, tronfia, sicura. Questo lavoro invece mostra l’imbrigliamento dell’entropia artistico/mentale del nostro nella produzione di Federico e Francesco Zampaglione, che come un unico deus ex machina hanno creato una ruota in cui far girare furiosa la (propria e altrui) cavia creativa. La folla non potrà più ridere iraconda e sicuramente spiazzata urlerà al tradimento, allo scempio, alla vendita della propria coerenza… perché non capisce e non capirà, che quello che hanno sempre cercato oggi finalmente possono averlo in dosi massicce, parossistiche, evolute. Avranno un antagonista più concreto di quello idealizzato in anni di “militanza” bensoniana.
Troveranno 8 tracce che sono a metà tra un Grand Guignol tematico (con liriche che ripercorrono i grandi classici degli anatemi del performer, incrociandosi con aree “esoteriche”, con quadri irreali e senza senso) e sonorità convergenti e divergenti dal percorso di Richard, fatte di momenti d’atmosfera e beat ossessivi, alternati a composizioni più anni ’70 intrise di un rock suggestivo e alcune volte manieristico. Supportato da musicisti che fanno finalmente quadrare il cerchio di una produzione frammentaria e a volte confusionaria – tranne rari casi- il nostro Benson si muove sicuro in un ruolo di narratore, di voce in penombra che sa sbraitare e raccontare di sogni confusi e incubi surreali.

Parole che rincorrono pensieri lacerati su un’autostrada che costruisce nuove imprese per questo vessato e masochista personaggio saranno la croce da cui si ergerà per ridere beffardo, mentre le pietre lo sfioreranno lanciate da chi è ancora sicuro di avere un bersaglio facile, perché più grosso, perché ben supportato. Da chi si stupirà quando non avrà grosse argomentazioni per punire chi ha sempre punito e si troverà quindi ad auto-infliggersi un silenzio più doloroso di qualsiasi strazio corporale.

Sembro esagerato? Non siete d’accordo? Riparliamone quando avrete ascoltato L’INFERNO DEI VIVI. Riparliamone quando vi sarete ripuliti da quella sostanza oleosa chiamata “preconcetto”. Quando sarete entrati in questa beffa fatta di rock/horror/demenzialità comprendendo che siamo giunti alla sublimazione di anni di grottesco vissuto in ogni modo per arrivare alla solidità del Nuovo di un grande Vecchio. E anche allora se sarete tra chi non vorrà saperne e non vorrà cogliere il meccanismo sotterraneo e subliminale, nonché astuto, di questo progetto parlando di manipolazione o di marketing… io non mi muoverò dalla mia convinzione, di cui qui ho dato solo pochi cenni.
Il tempo è giunto e sarà l’unico giudice, finalmente, di questo personaggio al limite della società (e catalizzatore della sua paura e rabbia) e di sé.

ALex
Back in Black

info:backib@libero.it

PRESTO AVREMO UN’INTERVISTA ANCHE PER IL NOSTRO PROGRAMMA CON RICHARD! STAY TUNED!

ARTISTA : RICHARD BENSON

TITOLO : L INFERNO DEI VIVI

ETICHETTA : INRI C

ATALOGO : ITV 022

EDIZIONI : METATRON SRL / LA DERIVA

DISTRIBUZIONE FISICA : ARTIST FIST

DISTRIBUZONE DIGITALE : BELIEVE DIGITAL

RELEASE DATE 16/6/2015

TRACKLIST 1. L’inferno dei Vivi 2. I Nani 3. Sangue 4. Succhiavo olio di croce 5. Malleus Malleficarum 6. De Profundis 7. Vi dovete spaventare 8. Il sale di satana Credits

PRODUZIONE ARTISTICA FEDERICO E FRANCESCO ZAMPAGLIONE

Registrato e Mixato al BossVox Studio di Roma da Francesco Zampaglione e Federico Zampaglione

Prodotto e arrangiato da Federico e Francesco Zampaglione Masterizzato da Fabrizio de Carolis al Reference Mastering Studio di Roma

Hanno suonato in “L’inferno dei vivi”
Richard Benson : Voce, Chitarre solistiche e urla agghiaccianti Ester Benson : Cori e vocalizzi demoniaci
Federico Zampaglione : Chitarre ritmiche, Basso, Tastiere, Rhodes, percussioni.
Francesco Zampaglione : Tastiere, Drum programming, campionatori, batteria e moog
Ciccio Stoia: Basso in “Sangue”
Marco Pisanelli : batteria in “Il sale di Satana” e percussioni in “Malleus Maleficarum ”
Artwork by Marco Pisanelli
Foto by Serena de Angelis

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4 pensieri su “Richard Benson- L’INFERNO DEI VIVI

  1. Jean

    Bellissimo articolo. L’immagine di Benson confuso col proprio personaggio, che tanto piaceva ai gruppi di ragazzini pollomuniti e che ora viene cancellata dal benson nuovamente musicista è toccante.

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    1. backinblack

      @ Jean. Benson è sempre confuso con il proprio personaggio e credo che in fondo in fondo la cosa sia oramai accettata come un’unica esistenza. Qui, probabilmente c’è il gusto di un vero e proprio repechage di una storia umana e la trasformazione in un nuovo momento di questa, in una nuova fase, in cui forse, con grande ammirazione e “tenerezza” vedremo il nostro mutare pelle.
      @iii o F.M. che dir si voglia, questo è un album secondo me che non deve essere affrontato nella semplicistica analisi critica delle strutture musicali. Prova a prenderla molto più a 360°, in modo più ampio e più totalizzante, secondo me cogli il senso di quello che ho provato a raccontare.
      Grazie ragazzi per i commenti!
      A

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  2. iii

    pensavo fosse chissaché quest’album.. sinceramente moltoo meglio l’album “Madre Tortura” uniche traccie valide di quest’album sono
    “l’inferno dei vivi” “i nani” “sangue”… (e non sono neanche poi tanto carine).. comunque tra tutto l’album vince la traccia “sangue” e “inferno dei vivi” le altre non valgono proprio niente. Assoli fatti a caso.. mi sarei aspettato “I’m a criminal” che quello era un pezzo avvincente ma non c’è, oppure qualche assoletto di chitarra (un pò a caso) come facevi nei live
    comunque mi spiace richard ma un disco così.. NON TE LO PUOI PERMETTEREEEE !!!

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    1. Prima ascolto poi giudico

      io direi che invece questo disco e’ la grande consacrazione di un grande artista! Un artista che anche i meno attenti avrebbero potuto dedurre fingesse di essersi assopito e annientato davanti al pubblico “circense” che andava li solo per vedere un pagliaccio. Perche’ un talento cosi’ non si puo’ annullare non si puo’ cancellare, non si puo’ inventare!

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