Shabda e Zenpunk per il Nepal

Gli Shabda li amo. E ne ho parlato su queste pagine.
Ora tornano con un’iniziativa a cui dobbiamo dare massimo supporto a favore del Nepal.
Di seguito il comunicato stampa, divulgate e fate sentire la voce del popolo rock/metal/drone… insomma la nostra voce.

ALex
Back In Black

info:backib@libero.it

Come tutti sapete, il 25 aprile il Nepal veniva scosso dalle viscere terrestri, colpendo 8 milioni di persone, più di 5 mila vittime accertate, che potrebbero arrivare a 10 mila secondo le stime recenti, in una popolazione composta per circa la metà da bambini. Questo sisma è un evento karmico che non deve passare inosservato, perché le ferite esteriori non sono che la manifestazione delle lacerazioni che già sono accadute nelle profondità dell’anima umana. Shabda, in collaborazione con Argonauta Records, sosterrà attivamente le popolazioni duramente colpite dal terremoto donando 1 euro per ciascuna copia venduta del nuovo Pharmakon/Pharmakos in uscita a breve ai bambini nepalesi attraverso Save the Children. Contemporaneamente Marco, con la sua sigla artistica Zenpunk, devolverà alla stessa associazione le royalties ricavate dalla vendita del nuovo poster disponibile sullo shop Argonauta a questo indirizzo:http://shop.pe/Xpyp5. Per maggiori informazioni e per contribuire e sostenere solidalmente questa iniziativa contattate Marco all’indirizzo shabda.camp@gmail.comwww.facebook.com/shabdaofficial

Annunci

Tra libri, metal e musica

Max Baroni- Tsunami Edizioni- Foto di proprietà di AP
Claudio Adamo- Foto di proprietà di AP

Al Salone internazionale del libro di Torino, quest’anno c’è stato un matrimonio a dir poco perfetto, quello tra i ragazzi di Tsunami Edizioni (con i quali collaboriamo da molto tempo oramai) e Gibson (vera e propria scoperta anche per le persone che compongono la squadra italiana, Eleonora e Kappa).

Allo stand della casa editrice che pubblica libri di chiara matrice rock/metal (senza trascurare “estremismi” anche in senso lato), si potevano infatti acquistare i titoli del catalogo (e le anteprime come BOLAN BOOGIE su Marc Bolan) e provare le chitarre Gibson, marchio che quest’anno festeggia il centesimo anniversario della nascita del creatore della mitica LES PAUL, Lester Polfuss .
L’abbinata tra pagine sul rock e rock suonato è stata naturalmente vincente e abbiamo avuto modo di conoscere un vero mito: Claudio Adamo, dealer product specialist di Gibson.

Claudio Adamo - Foto di proprietà di AP

Claudio suonando ininterrottamente per tutte le giornate ha fatto provare le chitarre e il loro nuovo sistema di accordatura, conosciuto come G-Force. In poche parole questo sistema permette un’accordatura “automatica” e perfetta, potendo sperimentare anche con accordature aperte e cambi di accordatura nella stessa sessione. Qualcosa che vi invito ad andare a scoprire sui tutorial dedicati e che ha lasciato più di qualche bocca aperta, anzi spalancata.

Sistema G-Force Foto di proprietà di AP

Ore e ore di grandi classici, consigli tecnici e musica, tra suggestioni editoriali e ascolti eccellenti con le nuove cuffie Philips Fidelio X2, un portento di cui vi parlerò più avanti.
Con Claudio è stato amore a prima vista e la squadra di Tsunami ha subito adottato l’uomo ascia e il suo trascinante entusiasmo, in un clima davvero di grande festa della musica, come non si è mai respirato al Salone.
Ora è da vedere cosa accadrà il prossimo anno, intanto restate sintonizzati sulle novità Tsunami Edizioni e Gibson Brand e aspettatevi al più presto un’intervista al nostro Claudio… una storia davvero d’altri tempi la sua!

L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it
Info:backib@libero.it

Eugenio Monti e Max Baroni
Claudio Adamo- Foto di proprietà di AP
Claudio Adamo -Foto di proprietà di AP
Foto di proprietà di AP
Foto di proprietà di AP
Foto di proprietà di AP
Foto di proprietà di AP

Non perdetevi il METAL ITALIA FESTIVAL

Il 30 Maggio al Live Music Club di Trezzo sull’Adda, si terrà un Festival assolutamente imperdibile che vedrà la presenza di calibri come Testament ed Exodus. Il Metal Italia Festival, al suo quarto anno di vita, conferma il suo rilievo sul suolo italico con un appuntamento davvero di spessore a cui non si può restare indifferenti, visto anche il bill.
Noi ci saremo con il buon Alex e vi faremo un report della serata il più ghiotto possibile.
Orari qui.

Back in Black
info:backib@libero.it

Arriva in Italia la biografia di Max Cavalera

Max Cavalera rappresenta per tutti noi un punto di riferimento vero e proprio, che ha avuto il suo apice con i Sepultura.
Durante Back in Black, abbiamo macinato ore e ora dei suoi dischi. Abbiamo seguito la sua carriera con i Soulfly fino ad arrivare alla reunion con il fratello.
Che dire?! Questo libro certamente ci offrirà sorprese su sorprese e finalmente la vera voce di chi fa parte di quel muro del suono che chiamiamo metal.

ALex
Back in Black
info:backib@libero.it

Max Cavalera con Joel McIver
BLOODY ROOTS
L’autobiografia – Dai Sepultura ai Soulfly
I Cicloni 21 – 256 pagine + 16 a colori – 20,00 Euro

Uscita: 10 Giugno 2015

In anteprima il 30 Maggio al Metalitalia Festival

Ben lontana dall’essere l’ennesimo resoconto degli eccessi e stravizi dello stile di vita rock’n’roll, questa autobiografia è una storia di impegno, sofferenza, perdita e – infine – trionfo sugli ostacoli. Max Cavalera offre uno spaccato brutalmente onesto sia di cosa significasse crescere in Brasile circondato dalle avversità in cui si è ritrovato dopo la morte del padre, che degli sforzi per raggiungere il successo in un panorama non certo favorevole all’ascesa di una band metal come i Sepultura, da lui fondati insieme al fratello Iggor. Per la prima volta viene raccontata in maniera esauriente la sua separazione dal gruppo (dopo la quale i due fratelli non si sono parlati per anni) e la conseguente formazione dei Soulfly. E Max non lesina i dettagli nemmeno quando si trova a parlare della morte di suo padre, del so figliastro e di suo nipote; dei suoi problemi con alcol e antidolorifici, di cui era diventato dipendente; e della riconciliazione con il fratello Iggor che ha portato alla formazione dei Cavalera Conspiracy. Max Cavalera ha senza dubbio una storia unica e straordinaria da raccontare, e lo fa con lo stile schietto e franco che lo contraddistingue. Bloody Roots è una lettura indispensabile per chiunque ami visceralmente il metal!

Max Cavalera è musicista professionista dal 1984 e ha girato il mondo svariate volte con le sue band. Ha fondato il gruppo thrash metal brasiliano Sepultura, tra i nomi più amati nella storia del genere, e in seguito gli altrettanto celebri Soulfly, con cui ha realizzato nove album e tantissimi concerti, con partecipazioni ai più importanti festival mondiali. Dal 2006 suona anche nei Cavalera Conspiracy, di nuovo insieme al fratello Iggor. Maggiori dettagli li potrete trovare nel libro che avete per le mani!

Joel McIver vive e lavora in Inghilterra, ed è al momento uno dei più affermati critici musicali rock in circolazione. Oltre a scrivere per numerose e blasonate riviste di settore è capo redattore di Bass Guitar. E scrive libri. Dalla sua penna sono infatti usciti volumi dedicati a gruppi come Metallica, Slayer, Tool e Slipknot e, più recentemente, Machine Head e Kings of Leon. Musicalmente parlando, il suo cuore batte per il thrash della Bay Area, il death metal svedese ed il grindcore, ma non disdegna di ascoltare anche altri generi più o meno estremi. Per Tsunami Edizioni ha già pubblicato le biografie di Slayer, Black Sabbath, Tool, Cliff Burton, Randy Rhoads, Motörhead, Glenn Hughes, Rage Against The Machine e il volume I 100 più grandi chitarristi metal.

Ciao Blues Boy King

Se ne è andato il 14 Maggio, mentre eravamo al Salone Internazionale del libro di Torino e siamo rimasti di stucco nell’apprendere la notizia.
Per noi è stato un punto di riferimento, un ricettacolo di ricordi adolescenziali e non, un’icona indissolubile del nostro “pensare la musica”.
A lui è dedicato il programma The B.B.Dog e lo omaggeremo al meglio prossimamente.

Intanto Rest in Peace King! Ci mancherai.

ALex
The B.B.Dog

info:backib@libero.it
thebbdog@libero.it

Il Pianeta Tossico di Giancarlo Sturloni

Ce la ridiamo di tutto, soprattutto dell’ambiente. Figurati se adesso arriva un disastro naturale! Ma come fai a pensare che ci possa essere un’imminente collasso dell’ecosistema! Ma ancora con la storia “il mondo sta morendo e dobbiamo fare qualcosa”?!
Viviamo così, proiettati in un presente fatto di allontanamento dai problemi futuri, di procrastinamento di una propria presa di coscienza come abitanti di una società invadente e invasiva di un pianeta. “Se dovrà, tutto il peggio avverrà e chissà tra quanto”, ci diciamo di continuo.
Sbagliato, tutto sta già accadendo, tutto è in avanzato corso d’opera, siamo con le nostre chiappe al vento e senza nessuna speranza di potercele riparare o non farcele saltare, perché il processo di autodistruzione è bello che inoltrato. E allora che possiamo fare?! Correre ai ripari! Rispettare la Terra… no fermi, io ho parlato di “autodistruzione”, la Terra non c’entra un beneamato, la Terra se ne frega completamente di noi, quelli che si stanno ammazzando sono gli uomini, con le loro azioni sconsiderate, con la scelta di perpetrare un modello di consumismo capitalista e privo di qualsiasi morale di sopravvivenza. Lei è là e se ne frega.
IL PIANETA TOSSICO (Piano B Edizioni) di Giancarlo Sturloni, porta il lettore ad uno stato nuovo di coscienza, quello realista, quello pragmatico. Senza tanti fronzoli, con uno stile romanzesco, il povero demente viene scosso fin nel coccige della sua idiozia, parlando un linguaggio assolutamente tecnico ma letale nella sua semplicità. Sturloni non si perde in numeri e statistiche, ci infila su per il naso il problema, ci fa sentire tutta la puzza e tutto il sapore acre di decenni di incuria verso la nostra specie. La Terra vivrà, comunque, con o senza noi, quindi è inutile stare lì a raccontarsi di ambientalismo…
Signori, è una questione di sopravvivenza… di istinto, che abbiamo affogato nelle tre macchine in garage, nelle energie non rinnovabili, in uno stile di vite che incensa e invoca la morte.
Questo libro è uno schiaffo in faccia alla sordità che abbiamo indossato per esimerci da ogni responsabilità, anche nei confronti dei nostri figli. Non c’è allarmismo, paradossalmente nella lettura c’è una sorta di pragmatismo zen, di lucidità terrorizzante, quindi nessun messaggio di incoraggiamento e neanche di scoraggiamento. Tutto è detto come deve essere detto.

Incredibilmente epidermico, vi farà drizzare i peli e spero, anche i neuroni.

Alex per L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it
Ogni mercoledì alle 11.30 e alle 17.00 Libri, cinema e fumetti su http://www.radiocentrofiuggi.it

Deviate Damaen – “Retro Marsch Kiss”

L’ascolto dei D.D. è spiazzante e molto pericoloso per sé e per gli altri. Spiazzante in quanto con questo doppio album si può accedere- in una sorta di bugiardino sonoro-a molteplici sfaccettature e stili dell’industrial, del metal, del “”glam”” rock, del “”power electronics””, gothic, della new wave e di certo punk. Tutto condito da recitati, momenti di apertura al silenzio dell’ambient e ai suoi movimenti tra assenza e battiti atmosferici. Tante parole, tra Dante, e i suoi compagni del 300, con influenze cinematografiche, la voce di Virgilio, quello della gente, avvitato sul proprio suono, sulla scelta di ciò che si vuole dire…
Nell’ascolto ci si perde, si trovano i propri punti di riferimento, se ne perdono altri, ci si confonde… si resta attoniti e al tempo stesso vigili. Attratti e disgustati.
Qui entra in gioco il pericolo, l’essere pericolosi per gli altri, perché forse, tra le molte proposte messe sul piatto, non si riconosce una vera e propria linea guida, una strada seguita e perseguibile, ma solo una sorta di abisso in cui lanciarsi. Guardando l’abisso, l’ascoltatore cade in uno stato o antagonista (se pregno di ascolti di grandi nomi e artisti) o servile (se facilmente impressionabile)… in questo modo RKM, può rendere la concezione di una certa scena musicale molto equivoca.
Ma i DD sono pericolosi anche per loro stessi, in quanto, nella scelta di voler rappresentare un’entità sfaccettata, autarchica, una specie di loggia di difficile inquadramento, rischiano uno sconfinamento artistico in un caos intellettualoide e spesso incoerente.
Tante parole eh? E le mie impressioni? Arrivano.
Il doppio di cui vi sto parlando ha – tolto tutto quello di cui vi ho parlato qui sopra, con fare entomologico- un suo vero valore: è nichilista. Se frega il cazzo di tutto e di tutti, anche di chi suona, parla, recita, scrive i D.D. Un potente urlo fatto di zeitgeist, quello Spirito che oramai da anni vuole dire tutto con il niente e il niente con tutto quello che ha a disposizione.
C’è il totale menefreghismo per il giudizio; non è sperimentare, è oltraggiare l’atto di cui si cibano di Deviate Damaen, ridicolizzando il ridicolizzabile, rendendolo serissimo e al tempo stesso verosimile il grottesco. In fondo a quest’opera c’è un messaggio, una sorta di crowleiano “Fai ciò che vuoi”, che ci ricorda come in ogni cosa ci sia una teatralità, una capacità di imbonire che deve sommergere il lato “serio” di tutto, di tutti.
Immagino che ascoltando Retro Marsch Kiss, ci saranno fazioni di dileggiatori agguerriti contro quelle di fanatici sostenitori e posso sempre immaginare, nel mezzo, i Deviate Damaen ridersela mentre osservano tutto. Consapevoli di aver consegnato una parte del caos che ci/li avvolge, dove tutto ha valore e niente è importante; dove l’ascolto è fruizione di un quid irrilevante; dove la percezione è assolutamente isolata nei cunicoli afoni del pensiero.
C’è caos qui dentro e nessuno, nemmeno io che l’ho ascoltato molte volte questo album, può tirare conclusioni affrettate. Perché nel caos ogni cosa è essenziale per la sua e la nostra degenerazione, ed essendo un lavoro entropico, RMK è essenziale per la nostra personale esperienza musicale. Nel bene e nel male.
In conclusione, “a ciascuno il suo”. Ascoltatelo, ascoltateli e poi decidete.

ALex
Back in Black / Il Giardino della luna
info:backib@libero.it

CS: TSUNAMI E GIBSON al Salone internazionale del libro di Torino

Poter provare le mitiche chitarre di Gibson Brand, leggere in anteprima il nuovo libro BOLAN BOOGIE su Marc Bolan, godersi uno spettacolo in rock, fatto di pagine e corde nel pieno della più grande kermesse editoriale
d’Italia… quest’anno l’accoppiata Tsunami/Gibson farà vibrare la fiera del libro, non mancate!
L’Alchimista/Back in Black
info:backib@libero.it

Tsunami Edizioni e Gibson
vi aspettano dal 14 al 18 Maggio al
XXVIII Salone Internazionale del libro di Torino
http://www.salonelibro.it/it/

Presso il Padiglione 2 Stand G109-G113 potrete trovare tutti i libri e le anteprime editoriali della Tsunami e per la prima volta nella storia del Salone, provare e scoprire le chitarre e le novità dal mondo di Gibson Brands.
Note e parole andranno a braccetto, permettendo  al pubblico del Salone del Libro di vivere un’esperienza unica, provando e suonando gli ultimi modelli Epiphone ed entrando in completa sintonia con essi grazie all’ascolto con le cuffie Philips Fidelio X2,  potendo immaginare di calcare i palchi come i grandi protagonisti del rock pubblicati dalla Tsunami.
Un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati delle sei corde e delle letture rock, che finalmente potranno avere un punto di riferimento in quella che è considerata la più importante kermesse editoriale d’Italia e tra le principali d’Europa.
SEGUI TSUNAMI EDIZIONI

Six Feet Under – “Crypt of the devil”

“Al mio segnale… scatenate l’Inferno!” disse Chris Barnes ai musicisti della band, poi il fonico spinse il tasto Record e fu il pandemonio.

Questo potrebbe essere il riassunto stringatissimo di “Crypt of the devil” nuovo lavoro degli americani Six Feet Under in uscita per Metal Blade.

Chi dice che il Groove/ Death Metal non ha più nulla da dire e ha perso lo smalto dei bei tempi sarà costretto a fare un passo indietro di fronte a questa release.

Il platter che ci troviamo ad ascoltare è una boccata d’aria per tutti i metalheads  in cerca di quell’ adrenalina che ultimamente era venuta meno, soprattutto per quanto riguarda i generi estremi.
Anche noi di “Back in Black” avevamo ravvisato una certa saturazione nell’ambiente extreme, tuttavia, quando scendono in campo i campioni c’è poco da discutere.

Certo, si aprirà la solita diatriba: da un lato i fans che “Chris Barnes non è più quello di una volta”, dall’altro quelli che “il buon vino migliora con gli anni”.

Noi siamo nel mezzo e cerchiamo di aiutarvi a capire che “Crypt of the devil” è disco da avere.

Inutile analizzare la produzione, poiché lo standard qui è altissimo ed i SFU hanno il loro suono, guai a snaturarlo.

A livello compositivo ce n’è per tutti: i ritmi serrati? Ce l’ho. Gli a solo a duecento orari? Ce l’ho. Così come abbiamo stop and go, variazioni ritmiche, cambi di tempo, momenti più marziali, altri più melodici.

Il riffing è curato come sempre, forse un filo più melodico, il che rende il CD estremamente gradevole. Le ritmiche sono spaventose: tanto il basso quanto la batteria compiono un lavoro tecnicamente eccelso. Il virtuosismo è funzionale al brano, non fine a sé stesso.

Chris esprime tutta la sua rabbia nelle vocals e nelle liriche infarcite di demoni, sangue e chi più ne ha più ne metta.

A meno di uscite esageratamente violente in ambito Death, “Crypt of the devil” si candida a disco dell’anno del Genere.

Un album da avere assolutamente.

La cripta del diavolo è stata aperta… che l’Inferno sia con voi!

David Palombi
Back In Black
info:backib@libero.it

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑