Vanessa Van Basten – DISINTEGRATION

Adoro Vanessa Van Basten. Il percorso artistico condotto è fuori dal comune, assoluto da ogni giogo creativo di mercato o di accattivante allure.
Questo EP, è spiazzante, immaginario, luminescente, incredibile in ogni singola rifrazione sonora che ammalia l’udito. Questo forse è l’ultimo capitolo di questa creatura artistica.

Plainbong, Doseclown, Fascination Trip e Retitled compongono il personale quadro celebrativo di VVB ai Cure, a quelli di uno degli album più intensi della loro carriera (e uno dei più amati dal sottoscritto). E lo scambio tra i due animi è continuo, perfetto, il passaggio di aspirazioni, ispirazioni tra le formazioni è un moto perpetuo in cui perdersi.
Commovente per la sua oceanica anima trascendentale, lisergica DISINTEGRATION è la strada di mattoni gialli del Mago di Oz percorsa di notte insieme a Tim Burton; è il mondo che sospende il suo movimento per ascoltare finalmente – e forse per una volta sola- l’uomo; è semplicemente unico e memorabile.

Grazie.

ALex
Back in Black
info:backib@libero.it

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Kaly Yuga – KY

I Kaly Yuga.
Ho messo su l’album, ho cominciato ad ascoltarli e non me ne fregava assolutamente niente di sapere chi fossero, da quando fossero attivi, cosa avessero fatto in precedenza … perché stavano compiendo una magia, mi stavano riportando indietro nel tempo, agli anni ’90. Un decennio per molti versi assolutamente da dimenticare, ma per la musica un momento di grande trasformazione (in negativo e in positivo), con un fermento molto incisivo per la nostra penisola.
Insomma, mi sono ritrovato adolescente, tra le prove con la band, le passeggiate in mezzo al niente, ascoltando musica di ogni genere e provenienza, con un cielo che non ha mai più avuto quell’azzurro, a rincorrere l’ultima cassetta o cd con qualche gruppo italico che stava facendo parlare di sé.
Ho ritrovato l’odore del bus per il liceo, con il walkman nelle orecchie a spararmi Jesus and Mary Chain, Alice in Chains, Manic Street Preachers, Soundgarden, Scisma, Ustmamo e compagnia bella, con Metallica, Iron Maiden e derivati a bilanciare e ostacolare…
KY è un album immaginifico, radicato in un suono che non snatura l’attualità e la godibilità di tutte le canzoni, venato di rock, grunge, mid tempo, sperimentazione, noise. KY è fuori da ogni periodo perché ha assorbito il tempo stesso, lo ha reso un golem potente e ibrido dove convergono anime e afflati univoci e coerenti.
Ogni traccia è un ammiccante scuoti ossa, in cui il pop sembra diventare rock e viceversa e le categoria si mescolano come in un piatto asiatico.
Questi italiani (si poi ho dovuto scoprire chi fossero), non sono nuovi ai palchi, ma con questa proposta colpiscono dritto al cuore di tutti noi che in quegli anni sognavamo qualcosa di migliore… e che continuiamo a farlo.

Da ascoltare a tutto volume, in macchina con i finestrini abbassati, in spiaggia con una birra gelata in mano, a casa a luci spente. Pura energia.

ALex
Back in Black
info:backib@libero.it

Turbowolf- “Two Hands”

I Turbowolf hanno dato alle stampe, per Spinefarm/ Search and Destroy, la loro ultima fatica: “Two Hands”, LP attesissimo quest’ anno.

Il gruppo inglese, aveva già ottenuto consensi da tutte le testate di settore suscitando entusiasmo ed accaparrandosi un posto di rilievo nel panorama decisamente inflazionato dell’alternative rock.

Anche in questa release i Turbowolf non hanno di certo deluso.

Cosa rende il rock di questo ragazzi così diverso dagli altri?Innanzitutto la semplicità: sebbene gli arrangiamenti siano curati al dettaglio non mancano soluzioni originali (vedi inserimenti di synth decisamente divertenti).

La spina dorsale di questa band, però è il caro vecchio hard rock di matrice Seventies: batteria quadrata, basso pulsante e chitarre ruvide quel tanto che basta. La tecnica, in questo disco, è funzionale al risultato finale: non si è ceduto ai preziosismi, alle lusinghe della vanità, ma il discorso è stato incentrato sulle songs. I ritornelli sono immediati e vi ritroverete a suonare questo disco ad altissimo volume in macchina.
Le vocals di Chris Georgiadis sono precise, alternando momenti clean a soluzioni più ruvide: un cantato d’altri tempi che fa ben sperare per il futuro.
Un disco di altissima levatura artistica, personalmente ritengo sopra la media (già altissima) “Good hand”, “MK Ultra” e “Pale Horse” che strizza l’occhio ai Black Sabbath dei tempi andati.

“Two Hands”, co-prodotto da Tom Dagelty e registrato presso gli storici Rockfield Studios in Galles, si presenta alla grande ed è in lizza per diventare uno degli LP dell’anno del genere.

David Palombi
Back in Black
Info:backib@libero.it

CORAZZATA VALDEMONE- “Stornellando in Grigio Verde”

Quest’anno si celebra un’importantissima ricorrenza e basta lasciarvi le date per capire di cosa parliamo, 1915-2015. Se comunque avete bisogno di chiarimenti, a Maggio, ricorderemo un conflitto armato, con trentadue paesi partecipanti, che cent’anni fa vide l’Italia, a fianco delle potenze dell’Intesa, coinvolta nella prima guerra mondiale.
Naturalmente accanto a quelle che saranno rievocazioni editoriali, articoli e programmi televisivi, coesisteranno altri termini e altri mezzi per parlarne.
L’album “Stornellando in grigio verde” della Corazzata Valdemone ne è un eclatante esempio.
Musicalmente emozionale, ed emozionante, racchiude un rigore marziale misto al racconto attorno al fuoco da campo. Come se in un fermo immagine si diventasse soldati al fronte e si ascoltassero le storie dei veterani, delle battaglie e delle famiglie a casa.

Con partecipazioni di grande spessore, la Corazzata conferma una direzione “nuova”, che artisticamente – dopo “Avanguardia Rumorista”- sta maturando e che si svelerà completamente al terzo disco di questa nuova stagione.
Mi piacerebbe che la vocalità diventi più allineata con il paesaggio sonoro disegnato, che si insediasse in esso in modo più efficace, ma questo è un pensiero del tutto personale.
Le tracce di questo album offrono un confronto reale con la “Battaglia come esperienza interiore” di Jünger (libro pubblicato recentemente dalla Piano B Edizioni) e creano un vero e proprio dittico esperienzale, dove la lettura prende vita attraverso l’ascolto:

Corazzata Valdemone ci permette di prendere parte ad una battaglia impressionante, quella dell’uomo contro se stesso, in una guerra di uomini e di idee che drammaticamente ha avuto il corso che noi tutti conosciamo.

ALex
Back in Black/ Il Giardino della Luna
Info:backib@libero.it

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