Ron Bumblefoot Thal – “Little brother is watching”

Nuovo bellissimo disco per Ron Thal.

Bumblefoot, conosciuto dai più per la sua militanza nei Guns and Roses come chitarrista, ha atteso ben sette anni per dare alla luce il suo nuovo LP.

Dopo “Abnormal” Ron ha dato alle stampe quello che possiamo senz’altro definire un ottimo disco.

Il nostro è un virtuoso, ma stavolta ha messo un po’ da parte la pura tecnica per concentrarsi di più sulla forma-canzone.

È un bene? Senza dubbio, poiché Ron ha parecchie frecce nella faretra e le scaglia tutte con precisione chirurgica, tanto che nel CD non si avvertono né filler, né picchi, ma un vero e proprio monolite che scorre via veloce.

L’album ha un solo modo di essere ascoltato: tutto d’un fiato e state tranquilli, perché alla fine avrete voglia di premere di nuovo PLAY.

Un lavoro per tutti, non solo per fanatici delle chitarre.

David Palombi
Back in Black/Rock On
info:backib@libero.it

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Abibebi dj.

Con Angelica ci conosciamo da diverso tempo e fu per puro caso che ci incontrammo e ci “piacemmo” caratterialmente da subito, restando un intero pomeriggio a parlare davanti a un caffè.
Abbiamo condiviso le reciproche strade e professioni, molto spesso scambiandoci consigli e opinioni, consolidando negli anni una bella amicizia che ancora dura.
Oggi, nella sua veste di dj, torna con BUBBLE, un brano di cui ci parla nella breve intervista fatta e con le idee sempre molto chiare circa il suo mondo e la sua “caratura” artistica.
Ecco quindi ABIBEBI dj per le pagine più dancefloor del nostro palinsesto.

ALex
Blister
info:backib@libero.it

Come si sta evolvendo la tua professione?

La mia professione è sempre un’ evoluzione continua.. .purtroppo noto che in molti pensano sia una moda e quando non sanno più cosa fare, si lanciano nel mondo delle discoteche creando seri danni.

Che bilancio ci puoi fare delle tue serate?

La musica è sempre più aggressiva, ci siamo allontanati dalle sonorità house cantate degli anni 90, credo sia un effetto di questa tensione sociale che si riflette poi nelle produzioni musicali.
Le persone escono per divertirsi e per sfogare la tanta rabbia che accumulano e lo si nota appunto dalla musica.

Artisticamente che direzione stai prendendo?

La mia direzione è a senso unico per il momento, fare la dj mi piace, anche se ritengo che si debba essere prima di tutto dei buoni PR, saper relazionarsi con le persone in sala e saperle intrattenere. Ho iniziato a lavorare in discoteca per gioco nel 1997, quest’anno compio 18 anni di carriera artistica, da un lato sono emozionata, divento maggiorenne.

Aspettative e delusioni che hai avuto?

Evito di pormi aspettative, cosi evito anche di rimanere delusa, preferisco vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo giorno, gustandomi le sorprese che la vita mi dona. Delusioni non ne ho, sono felice di quello che ho, di quello che faccio e questo mi basta. Evito di pormi il problema sul cosa pensano le persone, comunque sia, avranno sempre qualcosa da ridire, quindi faccio la mia vita e mi affido all’intelligenza di chi ho davanti quando lo incontro. A volte va bene altre meno, ma la vita è cosi bella, trovo una perdita di tempo innescare discussioni. Faccio buon viso a cattivo gioco.
C’è un proverbio napoletano che mi piace molto e dice: “‘O purpo se coce ‘int all’acqua soja. “… ovvero che il polipo, lo si lascia cuocere nella sua acqua
Qual è stato l’incontro che più di altri ti ha influenzato artisticamente?

Sicuramente Madame Sisi, è stata ed una scuola sia artistica che di vita molto importante per le pubbliche relazioni e per la direzione artistica.
Musicalmente sono molto affezionata a 3 amici i quali mi sono stati vicini anche in momenti difficili, ovvero BoBo Dj, Morris T Dj e Miss J Graziana Gigante.

Parlaci del tuo nuovo progetto?

Bubble nasce da un idea sviluppata con Morris T dj della SmallDog records, è un pezzo fresco, adatto sia per una pista commerciale che per una pista house o tech House.

Chi è Abibebi e chi è Angelica?

Difficile a volte dividere le due persone.
Abi si accende in consolle, Angelica si spegne a casa, in totale relax con incensi, luci soffuse, musica lounge o jazz e le coccole dei suoi cani

Un invito a venirti a trovare e ad ascoltare la tua musica

Per chi vuole rimanere in contatto con me, mi puo seguire nei miei canali di facebook ( https://www.facebook.com/abibebidjofficialpage) twitter (https://twitter.com/AbiBebiDj ) e tramite il mio sito web www.abibebidj.com

AbiBebi Dj

Venom metallo nero

Dei Venom e del loro ultimo album vi abbiamo già parlato, ma dal 25 marzo in tutte le librerie potrete trovare un volume che sicuramente arricchirà la vostra conoscenza e la vostra collezione di pagine di metallo.

VENOM METALLO NERO (1979-1982), di Andrea Valentini, ha già i presupposti per diventare un piccolo cult-book per gli amanti delle sonorità e delle storie estreme.
In questo volume, in uscita a fine marzo per Tsunami Edizioni, si traccia una racconto fatto di voci, leggende, rozzezza e cattiveria che mostra il lato più “giovane” di questa band che ha cambiato (e creato) le regole della musica estrema, inventandola di sana pianta.
Insomma un vero e proprio prodromo di tutto quello che oggi ascoltiamo e che si spaccia per brutto, sporco e cattivo.
In attesa di recensirlo, vi facciamo venire l’acquolina in bocca con la notizia e la cover.

Back in Black
Info: backib@libero.it

Tornano gli Apocalyptica

Noi li amiamo!
Spirito collettivo ma individuale, propensione metal, ricerca e attitudine con dei grandi musicisti.
Da 22 anni calcano le scene e gli Apocalyptica sono imprescindibili per chi ama sperimentazione e suoni heavy. I nostri violoncellisti arrivano ora con un nuovo album (il 17 aprile) e lasciamo parlare il comunicato stampa che ci è giunto in redazione, facendoci venire l’acquolina in bocca, riguardo la genesi e il concept.

Con l’ottavo album “Shadowmaker” i violoncellisti Eicca Toppinen, Paavo Lötjönen, Perttu Kivilaakso e il batterista Mikko Sirén sono pronti per far esplodere la loro musica.

“Prima di quest’album abbiamo lavorato per sedici anni senza pausa”, spiega Eicca. “Questa volta abbiamo sentito che era necessario prenderci un po’ di tempo per rinvigorire la creatività all’interno del gruppo. C’è sempre un rischio quando pubblichi dischi in rapida successione: la gente si aspetta di ascoltare nuova musica e tu rischi di metterti al lavoro solo per soddisfare quel desiderio. Quindi un po’ di distanza tra noi ci è stata molto utile e ha rinfrancato lo spirito e la passione. La musica ha bisogno di nascere da gioia e desiderio. Lavorare su questo materiale è stato un piacere e questo si riflette sulla qualità del prodotto finale”.

“La nostra più grande passione con questo disco è stata cercare il nucleo della band”, spiega Eicca. “In passato combattevamo per far sì che tutto suonasse come lo sentivamo dentro di noi. Abbiamo lavorato con gente fantastica in questo disco che ci ha aiutato a raggiungere il risultato che ci eravamo prefissati. Nick Raskulinecz (Foo Fighters, Mastodon) ha prodotto il disco. È una persona straordinaria: parliamo lo stesso linguaggio. Ci siamo detti: ‘Non possiamo realizzare questo disco finché non troviamo le persone migliori con cui lavorare’. Se vuoi evolverti come band devi essere in un ambiente dove ci sono persone che ti lanciano una sfida e così è stato questa volta”.

L’altra sfida che la band ha affrontato questa volta è stata quella di avere un cantante su tutto l’album. L’ex chitarrista degli Scars On Boradway Franky Perez sarà al microfono non solo su “Shadowmaker”, ma anche dal vivo. La band suonerà il 29 ottobre all’Alcatraz di Milano.

“Avere come ospiti diversi cantanti in passato è stato divertente”, sottolinea Eicca. “Ma a volte ti fa perdere un po’ la concentrazione in studio. Franky è stato fantastico, ha una voce grandiosa ed è perfetto per noi. Non potremmo essere più soddisfatti di così. Inoltre sarà fantastico per la gente venirci a vedere dal vivo e sentire queste canzoni cantate da lui. Siamo eccitati all’idea che la gente ascolti questo disco. È il nostro materiale più potente in assoluto”.

La band ha quindi potuto sviluppare anche un tema narrativo maggiore. “Ci sono molti possibili significati per il concetto di ‘Shadowmaker’”, spiega Eicca. “Ad un certo livello può rappresentare una persona la cui energia è così negativa che soffoca tutto ciò che di positivo cerchi di immettere nel mondo. Da un punto di vista più ampio concerne la nozione che ci sono queste persone senza volto e senza nome che controllano il mondo in cui viviamo e prendono molte decisioni sbagliate al nostro posto. Si tratta di un concetto che può essere compreso a più livelli e mi piace questa molteplicità da portare come messaggio in musica”.

Per i fan di vecchia data, “Shadowmaker” rappresenta il progetto più ambizioso e propositivo degli Apocalyptica. È un disco che li vedrà conquistare anche nuove schiere di fan.

“Quando fai musica, devi spingere te stesso oltre”, conclude Eicca. “Sono davvero orgoglioso di tutto ciò che abbiamo ottenuto finora, ma penso anche a ciò che dobbiamo ancora raggiungere. Quando abbiamo iniziato la gente cercava di abbatterci dicendo che eravamo una band di scarso valore per via dei nostri strumenti, ma siamo andati avanti. Non abbiamo mai mollato. Vogliamo realizzare della musica che sia la migliore possibile e che sia diversa da ciò che è mainstream. Se come artista non provi questa sensazione, allora è meglio lasciare perdere: nessuno vuole essere nella media”.

Con ventidue anni di carriera alle spalle e il loro più impressionante lavoro davanti a sé, nessuno potrà mai accusare gli Apocalyptica di essere una band nella media.

Back in Black
info:backib@libero.it

31 anni di RCF

31 anni di radio e ben 14 con la sigla  Back in Black a dare man forte a un sogno nato tre decenni fa da Vittorio Incocciati.
Un’emittente locale, che ha sempre offerto informazione e musica italiana e straniera, leggera (come si diceva una volta) per lo più, ad accompagnare e scandire, con i suoi programmi, le giornate di Fiuggi e dei sui cittadini.
Nel corso del tempo ci sono stati moltissimi speaker ad avvicendarsi dietro i microfoni e quando ero bambino ascoltavo queste voci e immaginavo cosa potesse accadere dentro quella scatola sonora. Pensavo a come fossero le persone che raccontavano  fatti e musica… RCF ha fatto parte del mio dna per anni, finché poi con G.P. non decidemmo di proporci con un taglio molto trasversale, in cui poter far confluire quello che realmente non si era mai sentito: l’hard rock e il metal (ma anche demenzialità e intelligente stupidità).
Una persona normale ci avrebbe cacciato via, immaginate due ragazzi (e al sottoscritto neanche piaceva la radio) che si presentano al direttore dell’emittente e gli chiedono di poter trasmettere Black Sabbath, Iron Maiden, Metallica, AC/DC, Morbid Angel etc etc… invece, la voglia di puntare sui giovani di Vittorio ci stupì. Tornammo a casa con due ore di programma in fascia notturna e tante idee a cui brindare. Cominciava la gavetta.

Con tutto quel tempo a disposizione, creammo un format in cui si partiva dal blues fino al black metal, fummo instradati da Simone Fattori che ci fece da tutor per le prime puntate e poi cominciammo a vivere la radio.
Partecipando a conferenza, facendo reportage, scrivendo redazionali, andando in voce per i radio giornali o per le interviste, creando nuovi programmi eravamo una costola della squadra.
Se faccio la mia professione devo ringraziare in gran parte anche RCF, perché è stata una palestra importantissima, indiscutibilmente necessaria e formativa. Il supporto che ho avuto da Consuelo, Maria e da Vittorio -prima che ci lasciasse- è stato oro puro.

Poi Back in Black cominciò ad essere “stretto” e si separò in tanti programmi che oggi vi fanno compagnia -spero, anche perché il nostro zoccolo duro, e G.P. adesso sorriderà, lo abbiamo in tre nomi tutelari- e che offrono varietà: dal jazz ai libri, dall’esoterismo al metal, dal pop al rock.
Vittorio se ne è andato tanto tempo fa eppure c’è sempre negli studi e io e il mio compagno di merende lo ricordiamo spesso, nelle sue chiacchiere con noi (si fermava ore ad ascoltarci e a capirci), nel suo coraggio e anche nelle sue paure, che da vero uomo non ha mai nascosto. In quegli studi si respira un’aria che noi della “nuova era” (ormai una seconda “vecchia guardia”) ci portiamo ovunque e che è mescolata alla nostra attitudine “back in black” e che indissolubilmente legata all’umanità trasmessaci da Vittorio ed Elo.

Oggi sono 31 anni, 31 candeline di sacrifici, passione, musica e impegno.
Giorno importante da condividere con il buon David -rientrato nella nostra black squad- e con Pino che continua ad essere un nostro amico di scorribande, con Consuelo che tiene in mano tutta la direzione e lo fa con non poche fatiche -anche perché ha che fare con me e il mio socio-un nocciolo, un nucleo forte attorno a cui gravitano tanti altri programmi e collaboratori che hanno contribuito alla solidità e alla proposta di RCF.

Oggi è festa, anche qui, da dove scrivo, da 1000 km più a nord e lo è perché non siamo (sono) parte di un’entità lavorativa, ma di una famiglia che amiamo e continueremo sempre ad amare, per quanto distanti fisicamente potremmo essere.
Auguri RCF da Alex e G.P. e da David e Back in Black.
Avrei tante altre cose da dirti e da dire ai nostri ascoltatori e lettori, ma ora basta, concludo…
lunga vita!

ALex
Back in Black
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