Marduk – “Frontschwein”

Se “Panzer division Marduk” è considerato da tutti un capolavoro del genere, alcuni hanno un po’ storto il naso quando il gruppo svedese ha spostato un po’ il tiro cercando di evolvere il proprio sound esplorando nuove soluzioni.

Mi ricordo che quando Legion lasciò la band, tutti diedero i Marduk per finiti ed invece eccoli ancora qui, dopo 25 anni di onorata carriera, line-up cambiata, ma con la motivazione che è quella degli esordi.

“Fronschwein” si è fatto attendere a lungo: ben tre anni sono passati dal precedente LP “Serpent sermon”, nel frattempo il combo svedese ha intrapreso un lungo tour mondiale in cui ha riproposto brani del passato tratti da “Panzer division” e “Those of the unlight”, probabilmente per sondare il terreno in vista di questa nuova uscita.

Il Cd, che sarà disponibile a partire dal 19 Gennaio sotto Century Media, mette le cose in chiaro sin dalla copertina, che fa chiaramente riferimento al periodo “Panzer division”: vediamo infatti una fotografia d’epoca che ritrae un particolare di un soldato pronto a lanciare una bomba.

I temi della guerra tanto cari ai Marduk sono, quindi, stati rispolverati ed una volta premuto  il tasto PLAY si viene investiti da un killer album come non se ne sentivano da un po’.

Si apre con la titletrack che vi inchioderà letteralmente alla poltrona tanta è la potenza sviluppata, per proseguire con “The Blond Beast” in cui i Marduk ci fanno capire (qualora aveste bisogno di conferme) che anche quando non premono sull’acceleratore sanno come scrivere dell’ottimo black metal.

Il lavoro gioca le sue carte su questa alternanza di brani veloci e mid-tempos sulfurei e infernali fino a giungere a “Nebelwerfer” un brano lento, in cui Mortuus si esibisce in una prova vocale magistrale e la band lo sostiene con una ritmica potente, ossessiva, marziale: sembra il tappeto sonoro di una scena di guerra in cui gli eserciti, fermi, si studiano prima di iniziare lo scontro.

Decisamente il brano migliore del disco a mio parere.

Da qui in poi il disco è di nuovo un’ altalena, anche se la band svedese tende ad accelerare con i ritmi fino alla fucilata conclusiva:”Thousand fold death”.

La produzione è tipicamente Marduk: durissima, curata fino all’ultimo dettaglio eppure con quel sapore vintage che non delude mai.

Probabilmente il CD è stato concepito rispolverando tutti i canoni tipici dei Marduk, ma vorrei, in questa sede, ricordare che questa band è stata seminale per la nascita, lo sviluppo e la diffusione del black metal a livello mondiale, quindi ben vengano questi “back to the roots”, anche perché danno un po’ di speranza ad un genere che iniziava a ristagnare da troppo tempo.

I fans della prima ora non resteranno certo delusi e i kids che vogliono capire cosa sia il black svedese sanno che LP procurarsi: “Frontschwein”.

I Marduk sono, e sempre saranno, un punto di riferimento… i Marduk… sono i Marduk!

David Palombi
Back in Black
info:backib@libero.it

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