Joe Bonamassa- “Different Shades of blue”

C’è un problema: io amo la musica di Joe Bonamassa.
Ho studiato  l’artista, l’ho seguito fin dai suoi esordi: era così strano vedere questo ragazzo italoamericano suonare questo rock-blues contaminato con tanta passione e attitudine da sembrare un bluesman del Mississippi.

Come tutti i fan aspettavo questo nuovo LP con ansia e con l’orecchio pronto a cogliere qualunque calo di tensione o di motivazione.

Joe Bonamassa, invece, ha di nuovo fatto centro: “Different Shades of Blue” è un disco straordinario.

In uscita il 22 Settembre per Mascot Records/ Provogue il CD si apre con una intro di un minuto (Hey baby) che ci fa capire di che pasta sarà fatto il disco: tra chitarre blues, riffing dal gusto classic rock, Hammond e batteria decisa e puntuale.

“Oh beautiful!” è un brano di chiara ispirazione Seventies e rende il giusto tributo ai grandi padri fondatori, leggasi Led Zeppelin, Deep Purple e compagnia schitarrante.

Il genio di Joe spazia in tutti i campi e lo si avverte già dal terzo brano, dal gusto decisamente funk, “Love ain’t a love song”, mentre si torna al rock blues dalla traccia 4 in poi fino a giungere alla tiletrack (traccia numero 8 ) in cui il nostro ci regala un ballad/mid tempo di rara bellezza.

“Differente shades of blue” infatti, ricorda il mood del Joe Cocker migliore con un ritornello vincente, strofe sostenute da un lavoro straordinario di chitarra e spunti solistici di sicuro effetto.

Con “Get back my tomorrow” Bonamassa torna al suo grande amore: il blues e si ripete in “Trouble town”.

Il disco potrebbe concludersi qui, invece, Joe osa e ci regala un gran finale con “So, what would I do”: una blues ballad che poggia su una stupenda armonia di pianoforte sulla quale Joe canta in maniera esemplare e struggente. Ad impreziosire un brano già di per sé molto bello ci pensa un assolo di chitarra composto di poche essenziali note, ma assolutamente perfette.

Joe Bonamassa è già stato candidato ai Grammy Awards, beh, sarebbe proprio il caso che “Different shades of blue” portasse a casa il grammofono dorato.

Spettacolare!

David Palombi
Back in Black
info:backib@libero.it

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