Vanderberg’s Moonkings – “Vanderberg’s Moonkings”

Che cosa rende un “buon disco” un “disco fantastico”?

Le celebrities dei featuring? Beh, in un momento in cui il mainstream rock pop ha preso il sopravvento, questo può anche essere vero, ma c’è un’area musicale che si distacca da tutto questo: quest’area si chiama rock and roll e, grazie a Dio, ci sono dischi che ancora fanno venire voglia di andare ai concerti a bere una birra di fronte a band che fanno di tutto per non sembrare aliene.

Nel rock and roll per fare un disco eccezionale non c’è bisogno di una produzione esagerata, né di videoclip milionari, tantomeno si sente il bisogno di selfie in topless (anche se ci piacciono tanto).

No, nel rock and roll bisogna saper suonare.

Ed Adrian Vanderberg sa come si imbraccia la chitarra.

Forse questo nome dirà poco ai kids, ma chi ha qualche anno in più ricorderà una band chiamata Whitesnake e ricorderà quindi Adrian, quantomeno per le sue prestazioni e contributo nella composizione di album quali “1987” e “Slip of the tongue”.

Il nuovo progetto di Adrian, che esce sotto Mascot Records, si chiama Vanderberg’s Moonkings e farà felici tutti gli amanti dell’hard rock vecchia scuola.

Basta sentire l’opener in cui ci sono chiari omaggi ai Led Zeppelin o la successiva “Good Thing”: un concentrato di rock. Si prosegue poi con una vera bomba hard rock: “Close to you” per giungere a “Breathing” una ballad radiofonica straordinaria che riporta alla mente delle suggestioni Arena Rock. Da brividi!

Il cd scorre bello compatto fino ad “Out reach” altra ballatona, ma con un mood più acustico rispetto alla precedente.

E poi? E poi ci sono “Feel it” e “Leave this town” che si prestano ad un ascolto a tutto volume in auto, mentre “One step behind” è un fantastico midtempo che ha delle suggestioni southern ed un ritornello fantastico.

“Leeches” e “Nothing touches“ riportano l’attenzione su un discorso hard rock old school ed efficace.

La conclusiva “Sailing Ships” cover dei già citati Whitesnake con Coverdale alla voce, è forse l’episodio meno riuscito del disco.

Un disco da avere per tutti i die hard del rock and roll duro e puro e per quei kids che hanno voglia di imparare.

David Palombi
Back in Black

info:backib@libero.it

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