Eternal Silence – Raw Poetry

Che cosa succede nel mondo del metal? Nulla di nuovo, tuttavia, dalla nostra penisola, qualche sussulto, come abbiamo già visto recentemente, c’è.

Tutto ciò non vuol dire che i sussulti siano positivi. In questo caso però, si vede che del buono c’è e non tutto è da defenestrare…attività alla quale mi sono, purtroppo, spesso dedicato ultimamente.

Gli Eternal Silence sono una band Gothic/Symphonic Metal e lasciatemi dire che un genere più inflazionato non potevano sceglierlo: in primis perchè si trovano di fronte band straniere che hanno  sperimentato e dettato ancora oggi i canoni di questo genere; poi perchè anche in Italia abbiamo avuto ed abbiamo ottimi gruppi.

Ma veniamo a noi: “Raw Poetry” è un debut, quindi come tale va trattato, cercando di cogliere quanto di buono c’è e possibilmente di individuare, qualora ce ne fosse, del potenziale per il futuro evidenziando, a scopo costruttivo, le eventuali ingenuità tipiche di un primo disco.

Ebbene, questo combo nato dal volere di Marika e Alberto (voce solista e voce/chitarra), ha delle buone carte da giocare, il punto è che deve cambiare strategia.

Intendiamoci: la costruzione dei brani è riuscita, il lavoro delle asce e della sezione ritmica è decisamente azzeccato, ottime le orchestrazioni e le parti di tastiera; la voce di Marika ha un colore molto particolare e sebbene strizzi l’occhio alle colleghe nordiche, ha una potenza ed un’intonazione ottimi.

Però…c’è qualcosa che non quadra: la voce di Alberto, sebbene ben inserita nelle parti corali, da solista non brilla e non incide come dovrebbe e se è vero che sono pochi gli episodi in cui il cantante si trova senza Marika, forse sarebbe stato meglio tagliare o trasformare questi episodi… insomma, a mio modo di vedere, era meglio un caro vecchio growling piuttosto che un cantato poco potente.

Oltre a ciò, ho notato che gli Eternal Silence rendono molto di più nelle parti aggressive, piuttosto che in quelle molto melodiche: Marika dimostra un grande sicurezza quando la musica si fa più “dura”.

Il mio consiglio quindi è: spingere sull’acceleratore ragazzi!

Una band da tenere d’occhio per il futuro: questo debut è un buon disco, ma appunto, un debut… quindi aspetto il prossimo LP augurandomi molta più cattiveria.

David Palombi
Back in Black

info: backib@libero.it

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