Annisokay – “The lucid dream(er)”

Lo ammetto, quando mi arrivano album di band post hardcore/crossover, con look sospetto e molto giovani ho sempre il timore di trovarmi di fronte a gruppi costruiti ad arte da qualche major per fare cassetta  a spese dei kids.

Questa volta, però, il CD mi arriva direttamente dalla SPV/Steamhammer e cresce il timore che una label che ho sempre ammirato possa aver preso un abbaglio.

Quanto mi piace sbagliarmi!

“The lucid dream(er)” il nuovo album dei tedeschi Annisokay (già noti per aver proposto una cover di “Wrecking Ball” super clikkata su Youtube) è un disco di una potenza impressionante e sebbene il posthardcore non sia esattamente il mio genere preferito, questo gruppo è riuscito a convincermi proponendo un LP diretto ed in your face.

Il platter è ben suonato e strutturato in maniera armonica ed organica.

I riff sono efficaci nelle parti più aggressive, ma la band sorprende positivamente nei momenti acustici.

Sebbene le composizioni strizzino l’occhio alle grandi band americane, il gruppo sa come far divertire l’ascoltatore proponendo un disco potente con una breve pausa centrale che permette di tirare il fiato: “Who am I”.

I due vocalist si fondono alla perfezione nelle canzoni alternando lo screaming alle clean vocals, mentre basso e batteria costruiscono un tappeto ritmico potente per permettere al riffing di esprimersi al meglio.

Ottimi anche gli inserti elettronici che fanno capolino qua e là nel disco.

Complessivamente il suono degli Annisokay risulta molto americano e poco europeo, complici anche una produzione ottima ed un mixaggio molto dettagliato, oltre a un mastering curatissimo che ha aggiunto una dose di potenza non indifferente al risultato finale.

“The lucid dream(er)”, che sarà disponibile dal 2 Giugno, è un LP molto interessante e gli Annisokay, in partenza per un tour in Germania, una band da tenere d’occhio.

David Palombi
Back In Black

info:backib@libero.it

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Vicious Rumors – “Live you to death Vol. 2 – American Punishment”


I leggendari Vicious Rumors tornano sul mercato con un altro CD live, il vol. 2 di “Live you to death”.

Il disco, registrato durante il tour americano e chiamato appunto “American Punishment”, mostra una band rinnovata, infatti accanto agli storici Geoff Thorpe (chitarrista e fondatore del gruppo) e Larry Howe (batteria) troviamo Tilen Hudrap al basso, Bob Capka alla seconda chitarra ed il giovane Nick Holleman, vocalist nordeuropeo ultimo acquisto di casa Vicious Rumors.

Che la band fosse straordinaria dal vivo lo sapevamo vista la carriera trentennale e le centinaia di concerti che continuano a tenere in tutti i maggiori festival del mondo: a tal proposito da segnalare che saranno co-headliner nella prestigiosa manifestazione “70.000 tons of metal cruise 2014” (la crociera con le band metal a bordo), ma questo disco mette ancora di più in evidenza le qualità di un gruppo affiatato nonostante i numerosi cambi di line-up.

Il giovane Nick Holleman si fa apprezzare per le sue doti vocali: acuti impressionanti ed intonazione pazzesca. Il timbro ricorderà ad alcuni il Bruce Dickinson dei tempi d’oro, anche se Nick ha una sua personalità ben definità.

Il disco, disponibile dal 2 Giugno per SPV/Steamhammer, prodotto dallo stesso Thorpe e mixato da Juan Urteaga, scorre via velocissimo e come dichiarato dal mastermind del gruppo: “I Vicious Rumors sono noti per le loro indiavolate performance e “Live You To Death 2 – American Punishment” cattura il fuoco e l’energia della band dal vivo! Questo CD Live è un martello ad alta velocità tagliente come un rasoio!”

David Palombi
Back in Black

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Peter Pan Speedrock – “Buckle Up and shove it”

Se non sapete quale colonna sonora scegliere o quale gruppo rock invitare per il vostro raduno di Hot Rod, beh, il problema ve lo risolviamo noi: Peter Pan Speedrock.

Questa band olandese giunta quasi al ventennale di carriera sa come si suona il rock and roll: chitarre ruggenti, ritmiche quadrate, voce aggressiva, ma soprattutto attitudine…tanta attitudine.

“Buckle up and shove it!” è un disco che vi farà saltare dalla sedia: è un concentrato di energia dalla prima all’ultima traccia.

Il suono, catturato e mixato presso lo studio personale del gruppo ad Eindhoven, esprime perfettamente le intenzioni dei Peter Pan Speedrock: nessun compromesso.

Le chitarre omaggiano il grande hard rock a tinte blues: i riff sono semplici, immediati e costruiti per essere suonati a volumi devastanti, così come gli assoli.

Non c’è spazio qui per fronzoli o tecnicismi, qui si suona del rock.

Il basso è una preziosa costante che rinforza il lavoro della chitarra e fa da antagonista ritmico alla batteria: una vera e propria macchia da guerra.

Peter è un cantante straordinario: ha la capacità di andare a smuovere quelle corde emozionali tipiche degli amanti di questo genere musicale.

Se credete che non ci siano più gruppi rock in grado di farvi saltare tanto quanto i Nashville Pussy, vi sbagliate di grosso: i Peter Pan Speedrock sono qui per questo.

“Buckle Up and Shove it!” sarà disponibile sotto SPV/Steamhammer dal 2 Giugno ed il gruppo è in partenza per un tour estivo che toccherà il Benelux, la Germania, Republica Ceca e Regno Unito.

David Palombi
Back In Black

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Marika, la madrina di Back in Black

Dopo tanto abbiamo pensato di riappropriarci della madrina di Back in Black (scettro detenuto con pugno di ferro e sovrana maestà da Lilith – e che le calzava a pennello – molto tempo fa), una figura che incarnava lo spirito del nostro programma e la sua attitudine.

Abbiamo ragionato e deciso di averne due per ogni anno (per candidarvi o candidare BACKIB@LIBERO.IT) e che rappresentassero -oggi- le diverse incarnazioni di quello che con il tempo è diventato un vero e proprio palinsesto.

Partiamo con Marika “Barbie” Esposito (una sua intervista dei nostri “colleghi” qui), giovanissima fotomodella, grintosa e assolutamente incontrastabile, che con il suo piglio tenero e aggressivo allo stesso tempo ha conquistato subito le nostre simpatie. Un’anima rock in un corpo heavy metal.

Marika per 6 mesi ci terrà compagnia con una foto ispirata al mondo del rock e della musica che a noi piace con 6 fotografi diversi.

Quest’oggi uno scatto Glam Rock in cui si sente e si vede tutta l’essenza di questo genere. Con la canzone scelta dalla nostra “Rebel Rebel” a fare da sottofondo.

La fotografia è di “Francesco Accardo nasce in provincia di Napoli il 4/10/1985 e si trasferisce nel cuore dei castelli romani all’età di 15 anni. Nel 2007 gli viene regalata la sua prima reflex e scopre così la passione per la fotografia.

L’Anno successivo decide di unirsi ad un’agenzia di fotografi della nightlife Romana dove ha potuto affinare la sua tecnica ed imparare molto prima di intraprendere la sua strada.
Nel 2010 estende il suo lavoro al glamour, iniziando con qualche scatto ad un’amica e si specializza nella post produzione creando uno stile tutto suo che lo contraddistingue.”

Buon fine Maggio con la nostra Barbie Rock!

Back in Black

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Key G “You Can Scream”

Singolo che ci è piaciuto.
Tra sonorità vagamente electro-dark e ammiccamenti protopop (dove alcune reminiscenze della signora Ciccone fanno capolino) questo You Can Scream entra nelle orecchie non lasciandole in pace… disponibile su iTunes, qui il video!
ALex
Back In Black
backib@libero.it


Comunicato Stampa:Oggi Presentazione a Roma di KATIUSCIA LA DIVA RIBELLE.

Una storia decisamente rock quella di Katiuscia, una giovanissima diva degli anni ’70 che arriva in libreria con i suoi “diari”. Si riscopre così l’Italia di quel decennio, ma soprattutto si entra nel mondo di una ragazza che ha trovato successo, cadute e vita nei suoi anni da star.

Oggi a Roma.

L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it

26 Maggio 2014 ore 18.30

Università eCampus

-via del Tritone 196, Roma-

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

KATIUSCIA

La diva ribelle

di Caterina Piretti

(Giulio Perrone Editore)

Con l’autrice interverranno Massimo Ciavarro, Mariacarmela Leto, Carmelo Albanese

Ingresso libero

I diari segreti della diva dei fotoromanzi che scosse gli anni ‘70

Caterina Piretti, in arte Katiuscia, è stata una diva dei fotoromanzi. Tra le attrici e gli attori che ne hanno segnato l’epopea, la sua storia è molto particolare. Aveva solo quindici anni quando divenne famosa. Le pagine di questi suoi diari, scritte a distanza di trent’anni, costituiscono, attraverso il coraggioso racconto della sua storia di vita, un’utile metafora per i tanti che ambiscono, soprattutto oggi, a cimentarsi con la rincorsa al successo. Una specie di manuale per piccole devozioni domestiche. Una bussola di orientamento che si materializza pagina dopo pagina, utile a filtrare le luci calde dei sentimenti essenziali per la persona, dai bagliori indistinti della ribalta. La semplicità nel sentire di nuovo il sole sulla pelle, dopo il clamore degli autografi, del successo e del lusso; il valore dell’amicizia di quanti la aiutarono nel delicato momento della sua lotta personale contro la tossicodipendenza, da contrapporre alla conoscenza coatta dei tanti Vip che presenziavano ad ogni sua mega-festa; il sapore dell’amore reale, per il suo compagno, per il figlio, per la sorella-collega Paola, da contrapporre agli amori dal sapore glamour che si avvicendavano nella sua vita, a metà tra realtà e finzione, nei tumultuosi anni della celebrità. Nei diari, compaiono nomi e situazioni, che aiutano a leggere, da un’angolatura molto particolare, quel periodo della società italiana. Da Franco Califano a Renato Zero; da Luca di Montezemolo a Mauro Rostagno; dal movimento femminista alle prime dive superpagate di TV e moda; da Joe Dallessandro a Benigni; dalla Sala Pichetti, alla Fregene laboratorio intellettuale di fine anni settanta; dai Parioli al Trullo; dalle hall degli Hotel di lusso, alla comunità di recupero di Saman; dai viaggi in India alle feste della Roma bene; dalla famiglia al disastro dell’eroina negli anni settanta; dalle interviste fatte per Grand Hotel al carcere; dalle vette della fortuna economica, giù, in caduta libera, fino alle soglie della sopravvivenza. In altre parole, queste memorie di una diva ribelle, costituiscono una mappa di sopravvivenza: dall’accecamento mortale dell’apparenza alla semplicità della vita, descritto con uno stile semplice e diretto, che raggiunge, senza possibilità di fraintendimento, la pelle e il cuore.

Info Ufficio Stampa eCampus: 06 69940111

comunicato stampa Vexillum: Hansi Kürsch (Blind Guardian) e tutti gli ospiti di “UNUM”

Svelati nuovi dettagli di “UNUM”, l’album che i Vexillum pubblicheranno dopo l’estate per Limb Music.
Il concept si forgerà delle voci di ospiti internazionali della scena classic metal, tra cui Hansi Kürsch dei Blind Guardian nel ruolo di “The Sentenced”, il condannato a morte.

Insieme al singer tedesco ed al protagonista Dario Vallesi (voce della band), anche Mark Boals (Malmsteen, Ring of Fire, Iron Mask) che interpreta “The Hermit”, oltre a Maxi Nil (Jaded Star, ex Visions Of Atlantis) e Chris Bay (Freedom Call), rispettivamente “Ladythief”  e “The Jester”.

comunicato stampa Destrage: le nuove date del “Are You Kidding Me? Tour.”

Prosegue senza sosta il fortunato tour italiano dei Destrage a supporto di “Are You Kidding Me? No.”, il nuovo album uscito per Metal Blade Records lo scorso Marzo.

A seguire le prime date estive confermate, che vedranno la band protagonista di show da headliner oltre che in qualità di special guest il 24 Giugno (con Protest The Hero e Monuments) ed il giorno successivo al Solo Macello Fest in compagnia di Unida, Zu e Spirit Caravan.

Destrage – Are You Kidding Me? Tour.

DOM 01/06 AUDIODROME – Moncalieri (TO)

MAR 24/06 ROCK PLANET – Pinarella di Cervia (RA)*
MER 25/06 SOLO MACELLO FEST @ MAGNOLIA – Segrate (MI)**

VEN 11/07  INDIGEST FESTIVAL – Castel San Pietro Terme (BO)
SAB 12/07 AMBRIA MUSIC FEST – Ambria (BG)
VEN 18/07 ROCK A VILLA – Mariano Comense (CO)

SAB 26/07  AGORABILIA – Castelfidardo (AN)
VEN 29/08  FESTA BIKERS – Cologno al Serio (BG)

*with PROTEST THE HERO, MONUMENTS
** with UNIDA, ZU, SPIRIT CARAVAN

www.baganarock.com
www.destrage.com
www.continental-concerts.de

Pop Evil – Onyx

Ci hanno messo un po’ a sbarcare in Europa, ma finalmente sono arrivati anche da noi.

I Pop Evil sono una band che sta riscuotendo un enorme successo negli Stati  Uniti d’America.

L’ultima fatica della band si intitola “Onyx” e si presenta come un disco dal sound diretto, contaminato ed estremamente efficace, tanto da piazzarsi subito nella Top 3 dei dischi rock negli USA ed in testa con due singoli nella classifica Mainstream Rock di Billboard.

L’album scorre in maniera piacevole e presenta un gruppo più maturo rispetto al precedente lavoro, i brani sono più organici ed hanno ritornelli vincenti.

Le melodie restano subito impresse nella memoria dell’ascoltatore ed è molto probabile che ci si ritrovi a canticchiarle dopo un solo ascolto.

La produzione, affidata alle sapienti mani di Johnny K (Disturbed, 3 Doors Down, Megadeth), non ha fatto altro che confezionare alla perfezione un prodotto già molto buono di per sé.

Il suono è tipicamente americano, bello bombastico e super dettagliato.

La band esprime tutto il suo potenziale in maniera vincente, le chitarre sviluppano un tappeto sonoro armonico, senza rinunciare alla grinta. Basso e batteria sono incisivi e tengono alta l’attenzione dell’ascoltatore.

La vocalità di Leigh Kakaty è stata sfruttata in tutte le sue molteplici sfumature: dalle vibrazioni più aggressive, passando per il suo territorio ideale (la melodia pura), fino a sconfinare nel Nu Metal.

Abbiamo già accennato all’immediatezza melodica che riescono a sviluppare i Pop Evil, ma c’è un altro aspetto da sottolineare: le ballad. Questa band riesce a scrivere pezzi come “Torn to pieces”,  “Silence & Scars” o “Monsters you made” che faranno felici gli amanti dell’alternative rock più melodico e ricco di sentimento.

Chi ha amato i Creed di “My Scarifice” e gli Alter Bridge di “Before tomorrow come” amerà anche le ballad ricche di feeling dei Pop Evil.

Tutt’altra storia quando la band decide di premere sull’acceleratore: sviluppano, infatti un sound molto personale che fonde le molteplici influenze dei membri del gruppo. Si sentono richiami ai Pearl Jam, ai Pantera, ai Nine Inch Nails nelle parti elettroniche, ai Guns n Roses, ai Motley Crue (a testimonianza di ciò, Mick Mars è stato ospite nella conclusiva e godibilissima “Boss’s daughter”).

I Pop Evil hanno registrato un bel disco, divertente, fresco che farà la gioia dei kids e di tutti coloro che sono alla ricerca di un disco rock con melodie catchy, chitarre potenti ed un tocco di sentimento.

David Palombi
BACK IN BLACK
info:backib@libero.it

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