Comunicato Stampa:Fasano Jazz 2014: 17 anni di grande musica!

Dal 30 maggio la cittadina pugliese inaugura la nuova edizione della rassegna: in cartellone, tra gli altri, Deluci & Angeli, Artchipel Orchestra con Phil Miller, Keith Tippett e Julie Tippetts, Alex Carpani e le grandi voci prog italiane con David Cross
Fasano Jazz 2014: 17 anni di grande musica!
Il Comune di Fasano (BR)
Assessorato alle Attività Culturali
è orgoglioso di presentare:
FASANO JAZZ ’14
XVII EDIZIONE
Fasano (BR)
30 maggio-11 giugno 2014

30 maggio 2014: al via l’Edizione n. 17 del Fasano Jazz! Sette serate di ottima musica a prezzi accessibili, quasi ottanta musicisti coinvolti, presentazioni di libri, mostre di dischi e suggestive location in una delle cittadine più belle della Puglia: questo il segreto dell’edizione 2014 della popolare rassegna jazz, nota per la qualità della proposta e quest’anno caratterizzata da artisti locali e vedette internazionali. Diciassette anni di jazz significa continuità, tenacia, determinazione, sensibilità da parte dell’amministrazione comunale e costanza da parte della direzione artistica: un continuo successo anche negli ultimi anni, funestati dalla crisi che ha colpito anche il settore della musica dal vivo.
Il festival si apre con il “prologo” del 30 maggio: “Sul sentiero dei suoni” è un’iniziativa che nasce dal locale (la Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Bianco – G. Pascoli” di Fasano) con un ensemble di 25 giovanissimi percussionisti coadiuvati da strumentisti che utilizzano suoni tradizionali (didgeridoo, cornamusa) e timbri classici del jazz (sax). Il 31 maggio Fasano Jazz entra nel vivo inaugurando ufficialmente il cartellone con “Napoli in Jazz”: la rilettura jazzistica di classici della canzone napoletana antica e moderna, con musicisti di eccellenza come il trombettista fasanese Mino Lacirignola e un ensemble di talenti come Vendola, Accardi, Gargiulo e Lomuscio. In apertura la presentazione del libro di Donato Zoppo “King Crimson. Islands – Testi commentati” (Arcana) lancia subito l’assist verso la serata finale, che avrà come special guest uno dei musicisti che ha legato la sua storia alle vicende dei King Crimson. Fasanese doc ma di fama internazionale, il trombettista Vincenzo Deluci – 2 giugno – presenta il suo Apocalypse Trio con uno dei più originali musicisti italiani, quel Paolo Angeli noto in tutto il mondo per la sua chitarra sarda “preparata”, caratterizzata da 18 corde. Il 5 giugno il pianista Aquilino De Lucacon il suo Jazz Project – ensemble di otto musicisti – proporrà un tributo alla musica del celebre James Taylor dal titolo “Sweet James… Session”. Un’occasione speciale per sentire la grande canzone a stelle e strisce e il miglior jazz italiano (Campanale, Savio Vurchio & Co.).
La dimensione internazionale del Fasano Jazz si farà sentire il tutto il suo fascino il 7 giugno: la Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò con la partecipazione straordinaria di Phil Miller, Keith Tippett e Julie Tippetts, un concerto speciale nella longeva tradizione del Fasano Jazz. Premiata come miglior formazione al Top Jazz 2012 di Musica Jazz, la Artchipel – orchestra composta da 25 elementi – rileggerà la musica di Canterbury, la cittadina inglese cara al pubblico fasanese per i numerosi gemellaggi musicali avvenuti qui nel corso degli anni. Con Faraò e le musiche di Soft Machine, Gilgamesh, Art Bears e National Health, ci saranno tre giganti: Phil Miller(chitarrista di punta di Canterbury,membro di Delivery, Matching Mole, Hatfield & The North etc.), Keith Tippett e Julie Tippetts.
Keith e Julie saranno da soli nel duetto “Couple in Spirit” l’8 giugno: pianoforte e voce per due personalità poliedriche, trasversali ed eccentriche, sposati dal 1970. Collaboratore di formazioni leggendarie come King Crimson e Centipede, Keith ha all’attivo una cospicua discografia nella quale ha esplorato i rapporti tra jazz, improvvisazione radicale e musica colta; Julie, dopo il grande successo con Steampacket e Brian Auger, lascia il jazz-soul per addentrarsi in territori più sperimentali. Gran finale l’11 giugno all’insegna del progressive-rock italiano, che Fasano Jazz ha seguito sempre con attenzione: ancora una volta a Fasano la band di Alex Carpani, uno dei nostri tastieristi rock più noti all’estero, con “Vox In Progress”. Si tratta di uno spettacolo incentrato sui grandi brani e i più amati cantanti del prog italiano: l’ex Acqua Fragile e PFM Bernardo Lanzetti, il fondatore delle Orme – oggi solista – Aldo Tagliapietra, il leader degli Osanna Lino Vairetti, con il batteristaGigi Cavalli Cocchi (CSI, Ligabue, Mangala Vallis). Ulteriore special guest: David Cross, leggendario violinista deiKing Crimson nella formazione “eroica” del 1973-74.
Da diciassette anni Fasano Jazz si dimostra manifestazione sui generis per la lettura data al jazz, per le proposte che attirano diversi segmenti di pubblico, per l’attenzione alla varietà, al talento e alla qualità. Fasano Jazz non è solo ottima musica con grandi maestri e giovani interpreti ma anche un’opportunità per conoscere la bellissima città pugliese, ricca di tradizione e arte.
Programma:
PROLOGO:
Venerdì 30 maggio
Teatro Sociale
ore 20
“SUL SENTIERO DEI SUONI”
da un’idea di Giuseppe Berlen
Progetto musicale realizzato da alunni
della Scuola Secondaria di Primo Grado
“G. Bianco – G. Pascoli” di Fasano
“Bianco Pascoli Percussion Ensemble”
25 percussionisti con:
Giuseppe Berlen: direttore d’esecuzione
Pasquale D’Attoma: voce recitante
Gianni Gelao: cornamusa, flauti, armonica e altri strumenti popolari
Domenico Poteca: didgeridoo
Roberto Ottaviano: sassofono
ingresso libero
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Sabato 31 maggio
Teatro Sociale
ore 20
Opening:
Presentazione cartellone rassegna a cura del giornalista Donato Zoppo
e presentazione del libro
“KING CRIMSON – ISLANDS – Testi commentati” (Arcana)
con i giornalisti
Italo Interesse (Quotidiano di Bari)
Nicola Morisco (La Gazzetta del Mezzogiorno)
ore 21:
NAPOLI IN JAZZ
Patty Lomuscio: voce
Mino Lacirignola: tromba & flicorno
Andrea Gargiulo: pianoforte
Giorgio Vendola: contrabbasso
ingresso libero
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Lunedì 2 giugno
Teatro Sociale
ore 21
VINCENZO DELUCI “APOCALYPSE TRIO”
feat. PAOLO ANGELI
Vincenzo Deluci: tromba & electronics
Paolo Angeli: chitarra sarda “preparata”
Camillo Pace: contrabbasso & electronics
Giuseppe Mariani: live electronics
ingresso: 5 euro
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Giovedì 5 giugno
Teatro Sociale
ore 21
AQUILINO DE LUCA JAZZ PROJECT
“Sweet James … Session – omaggio alla musica di James Taylor”
Savio Vurchio: voce solista
Daniela Desideri: voce & cori
Nikka Di Cosola: voce & cori
Aquilino De Luca: pianoforte & tastiere
Pako Baldassarre: sassofono
Joe Belviso: chitarra
Pino Mazzarano: chitarra
Ruggiero Bruno: basso
Mimmo Campanale: batteria
ingresso libero
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Sabato 7 giugno
Teatro Kennedy
ore 21
ARTCHIPEL ORCHESTRA
diretta da FERDINANDO FARAO’:
“Canterbury & Soft Machine”
Ospiti:
Phil Miller
Keith Tippett
Julie Tippetts
Musiche di:
Fred Frith, Alan Gowen, Hugh Hopper, Dave Stewart,
Keith Tippett, Robert Wyatt, Ferdinando Faraò
Marco Mariani, Gianni Sansone: trombe
Massimo Cavallaro, Rosarita Crisafi, Massimo Falascone, Paolo Profeti: sassofoni
Francesca Petrolo: trombone
Simone Mauri: clarinetto basso
Paolo Botti, Eloisa Manera: archi
Mariangela Tandoi: fisarmonica
Massimo Giuntoli: tastiere
Beppe Barbera: pianoforte
Gianluca Alberti: basso elettrico
Lorenzo Gasperoni: percussioni
Stefano Lecchi: batteria
Naima Faraò, Serena Ferrara, Giusy Lupis, Filippo Pascuzzi: voci
Visuals:
AU + Fabio Volpi e Rosarita Crisafi
Ingresso: 10 euro
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Domenica 8 giugno 2014
Teatro Sociale
ore 21
KEITH & JULIE TIPPETT:
“Couple in Spirit”
Keith Tippett: pianoforte
Julie Tippetts: voce
Ingresso: 5 euro
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Mercoledì 11 giugno 2014
Teatro Kennedy
ore 21
“VOX in PROGress” – ITALIAN PROG OF ‘70s AND MORE…
Alex Carpani Band
feat. David Cross & Friends
Bernardo Lanzetti: voce
Aldo Tagliapietra: voce & basso elettrico
Lino Vairetti: voce & chitarra
David Cross: violino
Gigi Cavalli Cocchi: batteria
ALEX CARPANI BAND
Alex Carpani: tastiere & voce
Joe Sal: voce
Ettore Salati: chitarre
GB Giorgi: basso elettrico
Alessandro Di Caprio: batteria
ingresso: 10 euro
Direzione artistica:
Domenico De Mola
Mediapartners:
Drumset Mag: www.drumsetmag.com
Jazzitalia: www.jazzitalia.net
MovimentiProg: www.movimentiprog.net
Senzabarcode: www.senzabarcode.it
Radio Senise Centrale: www.radiosenisecentrale.net
Informazioni:
cultura@comune.fasano.br.it
Tel. 080-4394123
Fasano Jazz:
Synpress44 Ufficio Stampa:
E-mail: synpress44@yahoo.it
Tel. 349/4352719 – 328/8665671

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Comunicato stampa: ROAD TO RUINS FILM FESTIVAL 2014

Torna a Maggio a Roma il festival di cinema più musicale d’Italia.

ROAD TO RUINS FILM FESTIVAL- 2014

Ormai manca davvero poco al ritorno nella città eterna, di uno dei festival cinematografici/ musicali più interessanti d’Europa .

ROAD TO RUINS – Suoni e Visioni del Rock torna dal 9 all’11 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma. Nato come evento rock internazionale, il festival dal 2011 ha cambiato pelle, ampliando la sua prospettiva al cinema e alla documentaristica musicale ma mantenendo comunque l’originaria vocazione dedicata alla musica live, e non solo. Quetsta edizione prevede anche ospiti di rilievo, italiani ed internazionali. In allegato il programma completo sia della Sala 1 ( dove saranno proiettati i film ) che del foyer dove avverranno, concerti, presentazioni di libri, inconrtri con i registi, attori e aperitivi “cinematografici”.

Dopo il ‘numero zero’ del 2011 al Cinema Farnese, nel 2012 il festival ha presentato al Cinema Aquila anteprime assolute comeThis Ain’t CaliforniaThe Samba Within Me e ha ospitato nomi eccellenti quali il cantautore canadese Spookey Ruben, il grande Freak Antoni, il regista pakistano-canadese Omar Majeed, lo sperimentalista Virgilio Villoresi, il produttore tedesco Michael Schöbel e Stefano Disegni, in occasione del ritorno dello Scrondo.

Dopo l’evento del 2013 Berlino-Bologna: East and Side in collaborazione con il Goethe-Institut di Roma, ROAD TO RUINS FILM FESTIVAL 2014 torna al Cinema Aquila per una tre giorni imperdibile. La programmazione di quest’edizione, curata da Anthony Ettorre, Alessandro Zoppo e Pierpaolo De Iulis, è dedicata all’underground e alle marginalità che emergono prepotenti dal basso. Gioia e rivoluzione che abbracciano cinema di finzione, documentari e mockumentary, video clip e sperimentalismi.

Protagonista è la Germania con un ampio focus sulla cinematografia “rock” tedesca, realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut. Ospiti speciali Marco Wilms che porta in anteprima il nuovo lavoro Art War (la rivoluzione egiziana attraverso le storie di street artist, crew hip hop e visual designer) e Lars Jessen, regista di Fraktus, ovvero il This Is Spinal Tap del synth pop.

In anteprima anche lo scioccante e di grande impatto visivo, Peaches Does Herself, rock opera della cantante canadese di stanza a Berlino.

Vetrina speciale dedicata anche alla Polonia e alle sue traiettorie sonore, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.

Grande spazio al cinema indipendente italiano con la serata speciale Road to Apulia, dedicata al mockumentary Vive le Rock di Alessandro Valenti e al documentario Situazione di Alessandro Piva. Omaggio al compianto Freak Antoni che sarà ricordato con un eccezionale evento unicum accompagnato dalla presentazione del doc Biografreak di Emanuele Angiuli. Imperdibile l’appuntamento con Che il mio grido giunga a te, filologica ricostruzione del fenomeno delle messe beat firmata da Paolo Fazzini e accompagnata dal concerto dal vivo di Gli Illuminati. A corredo, presentazioni di libri, DJ e set di musica dal vivo nel foyer del cinema.

Per info festival:

www.roadtoruins.it
info@roadtoruins.it

Per info stampa:

Alessandra Izzo
izzocomunicazione@gmail.com

Tutti gli appuntamenti con il roster di Hard Staff

FABOLOUS DISASTER

29/04 BOLOGNA
@ FREAKOUT
30/04 MILANO
@ LO FI

SNFU + ULTRA BIDE
30/04 MILANO
@ LO FI
01/05 BOLOGNA
@ ATLANTIDE

THE ULTRA ELECTRIC MEGA GALACTIC + SASQUATCH
30/04 MONTECCHIO (VI)
@ E20 UNDERGROUND
01/05 MILANO
@ LO FI

DRAGGING INTO SUNLIGHT
01/05 MILANO
@ LO FI

MXPX + KRIS ROE
30/04 BOLOGNA
@ LOCOMOTIV
01/05 ROMA
@ TRAFFIC
02/05 MILANO
@ LO FI

Dopo la presentazione

Via Alfredo Albertini è una strada lunga qualche metro nel mezzo di Milano. Una di quelle che ti dimentichi di essere ad un passo da via Paolo Sarpi e ti abbandoni al silenzio e alla quiete.

Al numero sei si trova la libreria 6Rosso: libreria indipendente, di quartiere, piccola oasi felice con due vetrine in tutto, narrativa italiana e straniera, romanzi gialli e noir, testi di politica, ambiente, graphic novels, musica, cucina, viaggio,poesia, storia e tantissimo altro, tutto insieme, con il fascino un po’ raffazzonato delle cose fatte con passione.
Qui si è svolta la presentazione Milanese del romanzo “C’è posto tra gli indiani” di Alessio Dimartino, accompagnato magnificamente da Giuseppe Aloe. Un paio d’ore di assoluto piacere, saltando tra la filosofia classica e contemporanea, citazioni, libri, pillole di psicologia e grandi risate. Book realese indovinatissima.

Un libro forte, corposo e mai banale, che ha mostrato molteplici facce, plurime chiavi di lettura, alcune tirate fuori con grande maestria da Aloe -capace di tenere attenti gli interessati per tutti il tempo-  altre mostrate con simpatia e argutezza dall’autore stesso in un duetto impareggiabile.

Ciò che più di ogni altra ha colpito è stato il viaggio intrapreso durante la presentazione:  non un unico tema portante, ma un filo conduttore che lasciava spazio a innumerevoli domande, storie, viaggi tra i ricordi, che ha rapito tutti, con l’effetto di avere una voglia irrefrenabile di leggere o rileggere il libro di Dimartino, per coglierne aspetti non percepiti o insperati. Ogni passaggio raccontava una storia, anche personale, ci portava in quel posto e faceva scaturire domande.

La bella serata si è conclusa con un frugale buffet a base di salame, taralli e vino,  foto di rito e la firma delle copie.

Semplicità e contenuto, ciò che rende magnifica una presentazione, forse sta tutto qui.

Cesare Colonna per L’Alchimista
officinaalchemica@libero.it

Black Label Society – “Catacombs of the black Vatican”

A quattro anni di distanza da “The order of the black” Zakk Wylde e soci tornano sulla scena dando alle stampe “Catacombs of the black Vatican”. Il mastermind della band aveva recentemente dichiarato che l’album sarebbe stato “Esattamente uguale agli ultimi nove dischi, a parte il titolo di qualche canzone”.
Proprio così? Sì e no.

Se è vero che la composizione delle canzoni è in pieno stile BLS e l’ugola di Zakk Wylde fa leva su quelle vibrazioni che tanto piacciono ai suoi fans, è altrettanto vero che, rispetto al precedente lavoro, la produzione ed il sound hanno avuto un cambiamento. Dal suono bombastico e iperprodotto di “The order of the black”, si è fatto un salto indietro a riscoprire le suggestioni di “Mafia”.
L’atmosfera, infatti, è grezza, ruvida al punto giusto.

Probabilmente l’ingresso nella line up di Dario Lorina al posto di Nick Catanese, ha dato nuova linfa alla band facendo rinverdire i vecchi fasti hard rock e southern e abbandonando quel filone più vicino al metal contemporaneo.
Le prime tre tracce del disco incollano letteralmente l’ascoltatore allo stereo: sono una bordata di energia incredibile. I riff entrano subito in mente e le vocals si ricordano sin dal primo ascolto.
Si va avanti con “Angel of mercy”, un’emozionante ballata.

Tuttavia si torna a premere subito sull’acceleratore con le successive due tracce: “Heart of darkness” e “Beyond the down”, mentre “Scars” ci regala una nuova emozione soft.
Dopo questo nuovo break si riparte con un crescendo che si chiude con la struggente e bellissima “Shades of Gray”… da brividi l’assolo! La perizia di Zakk sulle sei corde, come sempre, è indiscutibile. Dopo aver dimostrato anche l’impossibile nel corso della sua carriera, in questo disco quasi sembra rilassarsi dando libero sfogo alla sua fantasia, senza però mai abbandonare i “pinch harmonics” e le terzine, suoi trademark da sempre.

Grande prova anche del già citato Lorina, mentre la sezione ritmica, rispettivamente John “JD” DeServio al basso e Chad Szeliga alla batteria è come sempre rocciosa, precisa e puntuale nel sostenere il sound.

Il disco corre via veloce e le canzoni sono decisamente live oriented, le ballad come sempre da brivido.
I virtuosismi sono stati accantonati questa volta per dare maggiore spazio all’anima. Zakk è riuscito ancora una volta in una impresa davvero ardua: fare qualcosa di straordinario con pochi semplici ingredienti.

Uno dei migliori album dei Black Label Society.

David Palombi
Back In Black
info:backib@libero.it

I 100 Migliori dischi AOR (Tsunami Edizioni) di Gennaro Dileo e Cristiano Canali

Tsunami negli anni ci ha proposto e abituati a libri di ottima fattura ma della collana “I 100 migliori dischi”, però, non mi era mai capitato di leggere nessun volume, forse per paura di incappare in qualche libro orientato verso i cosiddetti “kids”.
Avevo quindi, erroneamente, snobbato questa serie.
Con questo titolo invece ho capito molte cose sulla sua filosofia editoriale e mi sono ricreduto sul target di lettori.
Quando mi è arrivato il pacchetto, l’ho subito aperto e ho apprezzato immediatamente il formato del libro: compatto, leggero, accattivane.
Molto suggestiva poi, la foto in copertina, una skyline notturna losangelina che rievoca la forza delle canzoni dell’AOR in una corsa notturna e veloce.
Il layout è intelligente e d’impatto, di facilissima consultazione, per chi decidesse di fruire di questo volume anche a livello “manualistico”… ma di questo “anche”parleremo più avanti.

Gli autori, Cristiano Canali e Gennaro Dileo, sono due “vecchie conoscenze” per chi mastica rock e metal, almeno per chi, come me, era abituato a leggere riviste di settore e a consultare siti specializzati e con questo libro hanno compiuto davvero un ottimo lavoro che unisce esperienza e passione.
Al di là del fatto che, personalmente, non mi era ancora capitato di leggere qualcosa di così ben fatto riguardo l’AOR, ciò che colpisce di più è la stesura di questo volume che ha diverse chiavi di lettura: si può leggere come una sorta di romanzo, in cui i protagonisti siamo noi in un viaggio attraverso l’AOR; si può leggere a livello enciclopedico (ho usato appositamente la parola “enciclopedico” e non “nozionistico”, perché ci si trova esattamente di fronte ad un’enciclopedia dell’AOR, senza però l’asciuttezza -e anche un po’ il menefreghismo- di altri “libri-classifica”); si può, infine, tenere in libreria e tirarlo fuori in caso di bisogno come manuale da consultare.

Cosa c’è però di “straordinario”?
La sua fruibilità. Si divora, letteralmente, in un paio d’ore al massimo, Canali e Dileo hanno uno stile frizzante, unico, chiaro.

“I 100 migliori dischi dell’AOR” ha un’ironia e uno spunto che difficilmente si riscontrano quando si parla di editoria musicale, ma racchiude in sé anche tutte le notizie che un “die hard” cerca; ha tutte le curiosità necessarie per un fan (vedi le formazioni delle bands e le copertine dei CD) e per un addetto ai lavori (produttori, credits, session men), ma senza le lungaggini e i tecnicismi che farebbero subito annoiare un novizio del genere.

Questo libro mi ha entusiasmato, ma non finisce di certo qui: non so di chi sia stata l’idea, se degli autori o dell’editore, ma per ogni disco di cui si parla troverete un QR Code, con cui verrete indirizzati direttamente ad un video che riprodurrà una canzone estratta dal disco stesso… proprio una bella sorpresa, che rende polisensoriale il testo.
In conclusione, cosa dire? Bravissimi gli autori che ci hanno regalato un libro veramente ben scritto su un genere che tanto piace, ma del quale tanto poco si conosce.

Un plauso alla Tsunami Edizioni che, coraggiosamente, porta avanti da anni un discorso “fuori dal coro” regalandoci delle vere e proprie perle editoriali dando spazio ad autori ed argomenti che non troverebbero casa altrove.

A chi consiglio il libro?
A tutti: a chi vuole conoscere un genere che regala emozioni forti (ho personalmente scoperto dischi che sono già diventati must); a chi vuole approfondire la propria cultura musicale e agli addetti ai lavori (personalmente lo terrò in Radio e quando dovrò stilare le nuove scalette del programma, sarà praticamente una Bibbia).

Nell’introduzione gli autori hanno precisato che, per ovvi motivi, hanno lasciato fuori moltissimi dischi straordinari, quindi… sarebbe bello se vedesse la luce un Volume 2… incrociamo le dita!

David Palombi
Per L’Alchimista

Info:officinaalchemica@libero.it
Back In Black

Riccardo Scaramelli- Thunderproject VOL.I

Non ho ben capito se questo artista è italiano o venezuelano, ma una cosa è certa: il ragazzo sa suonare e sa anche cantare.
“Thunderproject VOL.I” è un concept album basato su una storia originale scritta da Riccardo raccolta in un libro incluso nel packaging del disco.

Ma veniamo subito a noi. Scaramelli inizia la sua carriera musicale come chitarrista in una band che propone cover di Metallica, AC/DC ed altri mostri sacri della musica, tuttavia, dopo varie esperienze decide di lanciarsi come artista solista.

Riccardo è un ragazzo che propone un heavy rock genuino ed interessante. Il disco è decisamente guitar oriented e si fanno sentire le influenze dei classici del genere soprattutto nella costruzione dei riffs e nello sviluppo delle songs.

Tuttavia Riccardo riesce ad esprimere la sua identità nelle parti solistiche dove si fa notare per una tecnica veramente di alto livello ed una precisione nell’esecuzione notevole.

Anche la scelta dei suoni è degli effetti è ridotta ai minimi per permettere all’ascoltatore di seguire le variazioni nelle tematiche, ma senza confonderlo e spaesarlo con un’inutile fritto misto sonoro (rischio altissimo nei dischi composti dai chitarristi).

Il cantato è molto valido. Scaramelli dimostra di padroneggiare la tecnica, ma di avere anche un’anima…benchè molto metal. In alcuni passaggi ricorda molto da vicino un Hetfield in forma.

Veniamo ora al punto debole, perché, purtroppo c’è.

Le dolenti note riguardano la produzione. Avere un ottimo LP e una produzione non all’altezza del lavoro è controproducente.

Qualcosa non ha funzionato nel missaggio e nel mastering: il basso praticamente non si sente e la batteria ha un suono decisamente plasticoso.

Un vero peccato, perché un disco così ben costruito e così ben suonato meritava di meglio.

Altro piccolo appunto riguarda gli arrangiamenti delle tastiere, poco chiari e funzionali, si sarebbero potuti sviluppare meglio. “Thunderproject VOL.I” è un bel disco, ha un ottimo potenziale, un packaging divertente, raffinato ed originale, è suonato e registrato bene, ma da remixare.

Comunque…avanti così, bravo Riccardo.

David Palombi
Back In Black
info:backib@libero.it

Asa Noir- Fall of idols

Se ci si trova tra le mani un album intitolato “Il crepuscolo degli idoli” (come il celeberrimo libro di Nietzesche) il rischio di incorrere nella pacchianata, o peggio ancora nella presunzione è altissimo.
A questo aggiungete una band conosciuta poco e niente ed una bio che che alla voce genere riporta “Symphonic Death Metal”…terreno minato.

Gli Asa-Noir, invece, sono stati una buona sorpresa.

Il disco scorre bene, veloce, d’impatto. Molto curata la produzione e gli arrangiamenti; il missaggio risulta al contempo potente, ma mai confuso ed il suono ha quel retrogusto “asciutto” tanto caro al death nordico. D’altra parte i Nostri arrivano dalla Finlandia ed hanno l’impeto di tutte le giovani band scandinave, unito ad una tecnica strumentale veramente ineccepibile. Gli Asa-Noir dichiarano di ispirarsi a grandi scrittori quali Poe e Lovecraft e in effetti, le atmosfere del disco possono riportare alla mente, in alcuni momenti, alcune sensazioni orrorifiche. A livello musicale, invece, si sente fortemente l’influenza dei capiscuola del genere, anche se gli Asa-Noir fanno un marcato uso del pianoforte che è un tratto distintivo del loro sound ripsetto ad altre band.

Hanno una loro identità ben definita, anche se hanno ancora amplissimi margini di miglioramento. Ottima la prova del cantante nelle parti vocali più aggressive, nei clean è meno incisivo: il mio consiglio é: dal momento che le parti musicali sono fortemente armoniche, perchè non sviluppare il cantato verso un puro growling invece di utilizzare tutto quel clean?

Gli Asa-Noir hanno realizzato un ottimo disco, ma da una band con tutto questo potenziale, mi aspetto e mi aspetterò sempre qualcosa di più.

Forza ragazzi…osate osate osate!

David Palombi
Back In Black
info:backib@libero.it

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