Infected Life: Beyond Mortality.

Dalla Svezia con il mietitore grazie alla Wormholedeath. Infatti questo gruppo -formatosi nel 1999 – giunto finalmente a un primo vero e proprio album di debutto, dopo svariati demo, porta con sé la ferale novella del death vecchia maniera, mescolato a del (in)sano thrash (anch’esso molto old school).
Senza posa e senza riposo, i nostri si cimentano in un mortale album formato da 12 tracce in cui tutta la compattezza del loro sound falcidia l’ascoltatore come lo strumento preferito da Sorella Morte in un’ inequivocabile mattanza sonora.
Voce gravosa, rabbiosa e rugginosa che si tuffa in un lavoro di chitarre molto intrigante e malato, supportato da un basso infaticabile e un batterista che sa il fatto suo in quanto a rozza performance. Nel citare la “vecchia maniera” non vogliamo dirvi che qui le sonorità siano passate, anzi il lavoro di produzione e arrangiamento e fresco e moderno, l’attitudine però resta quella sempiterna dell’isola Nord europea: massacro e cattiveria.

35 minuti assoluti, sciolti, che regalano un veritiero e puro disco estremo. Senza fronzoli, senza cazzate…

ALex
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Le tracce

01. The Beyond 1:32
02. Demand A Sacrifice 3:05
03. Aborted 2:54
04. Broken Souls 2:55
05. Infected Life 2:45
06. Born For The Grave 2:47
07. Man Made God 4:01
08. Exhumed Remains 2:29
09. Suffocation By Fear 2:24
10. Final Order 3:50
11. Plaguebearer 3:23
12. Fill My Ranks 3:32

Line up
Johan Kaiser – Voce
Tony “Ári” Pettersson – Chitarra
Tobias Karlsson – Chitarra
Gustav Sundin – Basso
Anton Wallette – Batteria

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Joey Jordison… dove vai???

Paul Gray morto, gli Slipknot restanti che annunciano l’abbandono – per motivi personali -di Joey Jordison; lo stesso che ribatte dicendo che è stato preso alla sprovvista e che non abbandonerebbe mai…

Ma cosa accade nella casa più infestata e mascherata d’America?
Dichiarazioni che lasciano intendere che ce ne saranno altre a seguire, mezze frasi e mezze parole e tanto mistero.
Una trovata? Frattura tra i componenti e il batterista?
Soprattutto: Slipknot, dove andrete senza un pezzo d’artiglieria come Joey?

Non ci sono più certezze… voi che ne pensate?

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Più di una Barbie. Mercoledì intervista a Marika “Barbie” Esposito

Mercoledì 22 Gennaio alle 11.30 e replica alle 17.00, l’Alchimista incontra la bellezza.
Durante il programma un’intervista a Marika Esposito, giovanissima fotomodella professionista che da oltre 6 anni imperversa con la sua fresca sfacciataggine, tra i book di moltissimi fotografi.
Personaggio travolgente, conturbante, pieno di energia e al tempo stesso delicato, puro, carezzevole, sarà ospite dei microfoni di RCF 101.8 (in streaming su http://www.radiocentrofiuggi.it) e la sua intervista sarà poi reperibile sul canale you tube dell’emittente.
La chiamano Barbie, ma andremo oltre la famosa bambola per scoprire la donna, i suoi sogni e le sue passioni.

Vi aspettiamo per entrare nel mondo della Bellezza “nuda” davanti la macchina fotografica…

L’Alchimista

Age of Torment “I, Against”

Arrivano dal Belgio e fanno piazza pulita con un album metalcore che non si ferma affatto a questo genere.
Tra rincorse thrash&death, melodia, growling e vocals pulite, l’album ha il giusto impatto produttivo e soprattutto un tiro micidiale.
Senza riserve i nostri si rivelano in ogni passaggio e in ogni nota come dei cattivissimi virtuosi che vogliono soltanto spianare le montagne che si trovano davanti e che possono oscurare il loro orizzonte.
Il gruppo è decisamente all’altezza della situazione e completamente consapevole del proprio valore e questo viene fuori in tutto il disco che si dichiara sin dal titolo.
“Contro” ogni forma di banalità gli Age Of Torment sono una faccia moderna del metal moderno, che non si banalizza e non banalizza il genere che tanto amiamo, ma lo conduce sicuro in un futuro brutale e lucido.

Alex

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Hollow Leg “Instict” quando il groove è una sabbia mobile

Tornerà dal 3 Febbraio 2014, grazia ad Argonauta records, l’album degli HOLLOW LEG, “Instict”, al tempo auto prodotto dalla band stessa nel 2010.
Sin dall’ artwork si capisce benissimo che l’istinto di cui si parla è decisamente bestiale e affatto razionale, infatti le dieci tracce proposte dal quartetto picchiano duro e cattivo in quelle che sono le costole emozionali, tirando fuori -attraverso doom, sludge, sonorità alla Neurosis ma con un piglio anche più prettamente Paradise Lost in certe sfumature- una lenta e latente ferocia nell’ascoltatore.

Impossibilitato dal fermare il flusso carnivoro dell’album, Instict si risolve in una sabbia mobile da cui ogni salvezza è impossibile e dove lasciarsi andare e sprofondare, sembrano le uniche scelte sensate.
Di grande impatto è uno schiaccia sassi inarrestabile.
ALex

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backib@libero.it

Ascolteremo in anteprima alcune tracce nella puntata del 24 Gennaio alle 22.30 su http://www.radiocentrofiuggi.it

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