Right to the Void… aggressione sonora dalla Francia

I nostri cugini francesi Right To The Void (www.righttothevoid.com), approdano sulle nostre pagine con il loro Kingdom of Vanity, grazie all’ottimo management della Wormholedeath.

I quattro cavalieri d’oltralpe sono Hugo alla batteria, Gauthier alla chitarra, Paul alla chitarra e Guillaume alla voce e la basso.
In 11 brani sfoderano tutto l’arsenale aggressivo a loro disposizione, in un assedio al castello dell’ascoltatore che si ritrova sotto una pioggia incessante di grancassa a velocità allarmante, massi da catapulta nella sezione chitarristica e un ariete composto da growling e screaming.
Death/thrash, riescono nell’impresa di violenza sonora che si erano prefissi e vanno giù malvagi fino alla fine.
L’architettura delle canzoni in sé non si evolve esattamente durante tutte le tracce, ma di certo configura una certa coerenza con il genere proposto, che vuole semplicemente abbattere quello che gli si para di fronte.

Avremo modo di farveli ascoltare in Back In Black, intanto potete curiosare on line.

Il Regno della Vanità non è affatto rassicurante.

Alex
BACK IN BLACK
backib@libero.it

Tracklist:

1.Like A Disease 2.Phoenix 3.World Decay 4.A Black Conclusion 5.War Of Glory 6.In Oblivion 7.Reborn From Ashes 8.Again And Again … Until The End 9.Kingdom Of Vanity 10.Stay 11.We Have Failed

Slow Sun dei Mooth… reminiscenze dell’altrove

Un album compatto in ogni senso. Massiccio. Levigato e inamovibile eppure sfaccettato, multicolore.
Album compatto, dicevo, per una band compatta (https://mooth.bandcamp.com/), formata da da Cosimo Cinieri (voce e chitarra), Andrea Rotilio (basso), Claudio Bigio (chitarra) e Gabriele Calvi (batteria), che dal pavese infesta con le sue sonorità ogni oggetto in grado di far risuonare la musica che viene proposta in questo Slow Sun.

Infettata da ricordi dei Kyuss la proposta del quartetto è atipica, perché crocevia di metal, sludge, attitudine punk e monolitica cerebralità. Fuori dai rigidi canoni stilistici in cui si rinchiudono quasi tutte le band della penisola.
Una sorta di fastidio viene a bussare alla porta del comune ascoltare grazie a una voce che passa da timbri tipicamente metal a un’ interpretazione privata e assuefatta di un Henry Rollins italico.
Sembra di essere in una stanza dove la risonanza e l’assenza di essa si alternano per impedire di restare immobili sull’una o sull’altra.
Cambi di tempo, suoni gutturali che formano muri altissimi o profondissimi sono l’impasto sonoro che ci viene offerto con queste reminiscenze di un altrove che non ci è dato sapere. Che forse è dentro di noi. Oppure, appunto, altrove.

Da qui all’eternità“.

Alex
Back in Black
info@ backib@libero.it

Tracklist

01. Debra DeSanto Was A Heartbreaker

02. Mdma

03. Skeletons

04. Bloodrop

05. Red Carpet On The Hillside

06. Viscera 07. Black Host

08. Fletcher McGee

Nuovo album per i PROTEST THE HERO

Riceviamo e diamo notizia del nuovo album dei PROTEST THE HERO che pubblicano oggi il loro quarto cd in studio, Volition,  su Spinefarm/Universal.
Il quintetto canadese, caratterizzato da grande tecnica, reminiscenze metal ma dal forte impatto progressive ha sfornato un album decisamente all’altezza della loro lunga carriera.
Non mancano aperture melodiche o sferzate che punk, che rendono ancora più poliedrico il lavoro in studio, che si arricchisce di diverse sfumature.
A un primo ascolto colpiscono i cambi di tempo, la potenza e la velocità delle canzoni che si reggono su riff e fraseggi veloci e articolati, con una voce ai vertici dell’estensione che il genere richiede, ma mai stucchevole, anzi molto “rock” e a volte in territori ostili come il growling e lo screaming.

Registrato con Chris Adler dei Lamb Of God alla batteria, “Volition” rappresenta il punto più alto della carriera dei canadesi, ma anche un nuovo capitolo della loro continua evoluzione.

La tracklist del disco è la seguente:

Clarity
Drumhead Trial
Tilting Against Windmills

Without Prejudice
Yellow Teeth
Plato’s Tripartite

A Life Embossed
Mist
Underbite

Animal Bones
Skies.

La band sarà in concerto in concerto il 23 gennaio al Live Forum di Assago (MI).

Adesso faremo un ascolto più attento e ci dedicheremo a una bella recensione dell’album.

Back in Black ringrazia per le info e i materiali Barbara Francone.

backib@libero.it

Breaking news from… BLISTER_Carmine Torchia e il suo BENE

Prossimamente Blister (ogni giovedì 18.13 su RcF 101.8/ streaming su http://www.radiocentrofiuggi.it) ospiterà l’album del cantautore Carmine Torchia.
Conosciamo da tempo questo artista, polistrumentista e instancabile compositore, e abbiamo avuto modo di “viverne” le diverse fasi di maturazione musicale, che nel tempo lo hanno portato a raggiungere un equilibrio fatto di assoluto e mirabolante funambolismo.
Quest’arte dell’equilibrio si gode anche nell’ultima fatica, BENE, dove  percorsi elettronici/pop (Ma che ne so! – A fine mese) si intersecano con momenti di assoluta naturalezza sonora dal gusto internazionale ed echi di un battiato assorbito e reinterpretato con piglio personale (Tu e Io); chanson de geste di rocamboleschi personaggi (Il bacio del ladro) e auto-rielaborazioni come ne L’Astronomo ; hit vera e propria (se fosse anche in versione anglofona) Cuore Ermetico; non mancano goliardie sfrenate, ma tese all’illuminazione di casi sociali (La cinese e l’italiano) oppure sordine sonore capaci di spiazzare grazie alle liriche come in Case popolari.

In questo piccolo quadro generale, con una scrittura tagliente nella sua morbidezza, Carmine Torchia, mostra uno schermo sonoro intrigante, etereo, che racchiude in sé vita, distopia, utopia e sogno, in un riflesso chiaroscuro che lascia con il fiato sospeso.

ALex
Blister
Back in Black
Info:backib@libero.it